Stamina: “In Regione stanno a guardare”

Il Movimento 5 Stelle attacca la giunta Maroni sulle infusioni del Civile di Brescia. "In Lombardia tacciono invece che decidere".

(red.) Nei giorni scorsi, all’ospedale di Brescia sono riprese le infusioni con il metodo Stamina su una bambina di Venezia e, martedì, inizieranno quelle su Noemi, 2 anni, di Chieti.
“Chi ha il potere di decidere in Regione Lombardia sta a guardare, insieme al ministro Lorenzin, senza dimostrare un reale interesse verso i malati e le loro famiglie.” E’ questa la posizione della portavoce M5S Paola Macchi che in Commissione Sanità ha preso parte al gruppo di lavoro che presenterà le conclusioni dell’indagine conoscitiva sul metodo Stamina. “Come Movimento 5 Stelle in Commissione Sanità”, prosegue Macchi, “ci siamo fatti portavoce della proposta dei genitori di Noemi per avere un controllo di un medico super partes, prima, durante e dopo le infusioni sulla bimba, in modo da verificare in diretta i reali effetti, positivi o no, delle cure compassionevoli”.
La proposta non è stata presa in considerazione, “mentre si sarebbe potuto dimostrare a malati e famiglie disperate che Regione Lombardia è al loro fianco in questa vicenda, al di là di interessi politici o lobbistici. Ricordiamo che proprio il direttore vicario alla Sanità di Regione Lombardia, dottor Merlino, fu uno dei primi due infusi con il metodo Stamina e dichiarò alla trasmissione Le Iene del 5 maggio 2013 di aver avuto grandi benefici dalle infusioni, auspicando anche che si proseguisse con la messa a punto dei protocolli”.
“Nessuna smentita arrivò allora dall’attuale giunta che ora si atteggia a Ponzio Pilato: illudere persone senza speranza per poi abbandonarle al loro destino. Le conclusioni proposte da Pd e Patto Civico, che saranno probabilmente accolte dal relatore, parlano del futuro ma il dramma di questi malati e delle loro famiglie è qui e ora e noi non possiamo girarci dall’altra parte” conclude Macchi.

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