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Lacquaniti lascia Sel, «traditi i fondamenti»

L'onorevole bresciano ha annunciato l'addio al partito di Vendola con una lettera ai vertici. «Voler cambiare tutto è stato un errore strategico».

(red.) Lascia Sel (Sinistra ecologia libertà) l’onorevole bresciano Luigi Lacquaniti. La clamorosa decisione è stata ufficializzata  giovedì 26 giugno con una lettera ai dirigenti e ai militanti nazionali e locali.
La mancata convocazione di un congresso straordinario che rimettesse in discussione la linea politica del partito, ha fatto propendere il parlamentare bresciano per l’addio. Nessun approdo, almeno al momento, al Pd.
Per Lacquaniti il partito è venuto meno alle sue radici,  dimenticando la componente socialista, tra le fondamenta del movimento, quindi la successiva scelta di far parte della lista Tsipras, che ha radicato le posizioni più “intransigenti” del partito si è rivelata invece una scommessa sbagliata, che ha allontanato molti.
Il 4% raccolto alle urne in Europa è segno di questo fallimento secondo Lacquaniti, che lo confronta invece con il successo raccolto dai democratici.
La scelta di voler «cambiare tutto», anzichè cercare di «recuperare» i voti confluiti nel Movimento 5 Stelle, ha determinato la pesante sconfitta politica di Sel.
Sotto la lente anche l’appoggio dato al Governo Renzi per gli 80 euro. La libertà di voto lasciata dal leader del partito Nichi Vendola ha, secondo l’onorevole bresciano, determinato la debàcle definitiva e le accuse di un presunto allineamento con il Pd.
Anche a Brescia, avverte Lacquaniti, il disagio per la frattura che si è consumata all’interno di Sinistra ecologia e libertà è forte.
Ora la scelta per il futuro è, abbandonata l’ipotesi di confluire nel Pd, di costituire un gruppo a se stante alla Camera per realizzare il quale, però, servono 20 membri. Il problema dei numeri esiste e, intanto, l’ipotesi è quella di avviare un laboratorio politico «rivolto non soltanto ai fuoriusciti, ma anche a chi sta ancora in Sel e a tutti coloro che guardano al Pse».

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