Riforma Pa, via il Tar di Brescia

Il progetto prevede l'eliminazione delle sedi distaccate dei Tribunali amministrativi. Lega: «Daremo battaglia». I magistrati: «Nessun risparmio».

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(red.) Nel mirino della riforma della Pubblica amministrazione rischia di finire anche il Tar di Brescia: la riforma prevede infatti l’eliminazione delle sedi distaccate del Tribunale amministrativo. Dopo la cancellazione delle sedi distaccate dei tribunali di Breno e Salò, decisa dal Governo per la spending review, la scure di Renzi si abbatte su altri organismi della giustizia.
Per il deputato leghista bresciano Stefano Borghesi, «la soppressione del Tar di Brescia è un duro colpo imposto a cittadini e categorie economiche. La giustizia, che già accusa carenze estreme, rischia di essere ulteriormente compromessa, e per il territorio sarà il caos. I bresciani saranno costretti a percorrere centinaia di chilometri in più, con conseguenti aggravio di costi e problemi. Ecco la svolta di Renzi: il suo governo continua ad alzare le tasse e ‘ripaga’ i cittadini tagliando servizi e generando sempre nuovi disagi». La Lega, che ha intrapreso una campagna referendaria per eliminare le Prefetture, annuncia che darà battaglia per scongiurare il taglio.
Anche i magistrati amministrativi non hanno risparmiato duri commenti alla scelta del premier Matteo Renzi e parlano di una sforbiciata che, in realtà, non porterà nessun risparmio alle casse pubbliche.
L’Anma, l’associazione nazionale dei magistrati amministrativi, prende posizione sulla decisione di sopprimere le sedi staccate dei Tar, dall’1 ottobre prossimo, comunicata lunedì 16 giugnodal Governo.
L’associazione definisce «preoccupante» l’intervento del Governo sulle sezioni staccate dei Tar e lamenta che «manca una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari».
Per i magistrati amministrativi «l’intervento sulle sezioni staccate dei Taré preoccupante, così si va incontro a ulteriori rallentamenti del sistema. Manca una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari. si rischiano ulteriori rallentamenti della giustizia amministrativa
«L’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi-si legge nella nota diffusa-esprime profondo disagio e forte preoccupazione per l’adozione da parte del Governo di disposizioni volte alla soppressione delle sezioni staccate dei Tribunali Amministrativi Regionali in assenza di una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari, di disagio e di allontanamento dei cittadini da un sistema di tutela rapido ed effettivo garantito dai giudici amministrativi contro le disfunzioni ed il malgoverno delle amministrazioni».
«Ciò comporterà-continuano i giudici- certamente un rallentamento della risposta di giustizia per bacini di utenza estremamente significativi e numerosi, ossia per tutta quella moltitudine di cittadini, imprese, operatori economici che si rivolgono ogni giorno ai Tar per ottenere tutela e ripristino della legalità. I gravi disservizi organizzativi che si verificheranno inevitabilmente nel sistema della Giustizia amministrativa si risolveranno in una inaccettabile contrazione degli ambiti di tutela e di difesa del cittadino in un momento storico in cui si pone invece con ogni evidenza l’esigenza di un rafforzamento del controllo di legalità sulle azioni delle pubbliche amministrazioni».

 

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