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L’altra Europa riparte da Brescia

Il comitato Bresciano della lista che ha sostenuto Tsipras alle europee commenta "l'ottimo risultato alle urne".

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(red.) Il comitato Bresciano della lista L’altra Europa con Tsipras, valuta positivamente il risultato elettorale alle elezioni europee che ha superato lo sbarramento del 4%, invertendo dopo molti anni la tendenza alla sconfitta della sinistra italiana. “In particolare il 5% a Brescia”, si legge in una nota, “è il risultato di un lavoro politico collettivo di opposizione alle politiche neoliberiste e di austerità portate avanti da chi governa in Europa, e in Italia da centrodestra e Pd per conto di banchieri, grandi industriali e multinazionali. Ogni voto è stato conquistato da tutti noi soggetti singoli e collettivi, comitati, partiti e associazioni a dispetto dell’oscuramento mediatico e della campagna per la polarizzazione del voto”.
“Oggi”, prosegue il testo, “possiamo porci l’obiettivo di valorizzare questa esperienza, costruendo un’area di confronto aperta a tutti coloro che vogliono la difesa intransigente degli interessi dei lavoratori/rici, dei disoccupati/e, di chi non cerca più lavoro, di chi un lavoro non lo ha mai avuto, dei precari/e, dei pensionati/e; di chi vuole difendere l’ambiente, il diritto ad una Sanità ed una Scuola pubblica ed a Servizi Sociali esigibili, il diritto ad una pensione dignitosa in un’età decente; di chi non si rassegna alla crisi e allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; di chi vuole costruire un percorso per una società giusta ed equa che voglia opporsi alla povertà che ha invaso il nostro Paese e l’Europa. Per provare a diventare un progetto politico alternativo all’austerità e al populismo, abbiamo bisogno di un percorso democratico di organizzazione e partecipazione dal basso, in cui le decisioni e i ruoli anche nazionali siano presi a partire dai territori e dai comitati: non possiamo e non dobbiamo limitarci a coinvolgere le nostre forze attuali, ma aprirci anche a quei soggetti, singoli e collettivi, che hanno votato passivamente o si sono astenuti per sconforto e diffidenza”.
“Dobbiamo e vogliamo superare uno degli scogli che ha reso poco credibile la sinistra italiana in questi anni”, conclude il comunicato, “cioè la distanza tra ciò che dice e ciò che fa. In questo senso dovremo costruire, insieme ed insieme agli altri comitati sparsi sul territorio italiano, percorsi democratici e trasparenti di decisione dovremo diventare tutti garanti di un processo costituente, aperto”.

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