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Infrastrutture Lombarde, bufera in Regione

Otto ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip di Milano, per un' inchiesta che mette sotto accusa la Ilspa, che ha in portafoglio progetti per 11 mld in investimenti pubblici.

(red.) Bufera in Infrastrutture Lombarde, società partecipata dalla Regione Lombardia.
Sono otto le ordinanze di custodia cautelare firmate giovedì 20 marzo dal Gip del Tribunale di Milano, nell’ambito di una  inchiesta giudiziaria che mette sotto accusa la Ilspa  (Infrastrutture lombarde) che ha in portafoglio progetti per 11 miliardi di euro in investimenti pubblici. Le accuse sono di associazione per delinquere, turbativa d’asta, truffa alla Regione e falso. Tra gli arrestati c’è anche Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde,  che si era dimesso dall’incarico  il 17 gennaio 2014.  Nell’ordinanza del gip ci sono ben 66 capi di imputazione. Le misure cautelari sono scattate anche per  Pierpaolo Perez, capo dell’ufficio gare e appalti.
Al centro dell’indagine ci sono affidamenti esterni di incarichi come consulenze legali e controlli sugli appalti che sarebbero stati conferiti in modo illecito. Rognoni risultava già indagato per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm di Milano Antonio D’Alessio e Paola Pirotta su un appalto relativo all’Expo 2015. In particolare, in relazione all’appalto sulla cosiddetta `Piastra´ dove deve essere costruita la piattaforma per l’esposizione universale. Infrastrutture lombarde spa ha costruito il Pirellone bis e  Rognoni era già finito sotto inchiesta  (poi prosciolto) nel gennaio 2010 per i reati di turbativa d’asta e concussione nell’ambito dei lavori per la costruzione.
Il fascicolo dell’inchiesta che ha portato agli arresti di oggi  è proprio uno di quelli che secondo il vice procuratore di Milano Alfredo Robledo sono stati assegnati in modo irregolare e in ritardo da parte del giudice Edmondo Bruti Liberati, alla guida della Procura di Milano dal 2010. Questo fascicolo si sarebbe andato a sovrapporre con uno coordinato dall’altro procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. Lo stesso Robledo nei giorni scorsi aveva presentato un esposto al Csm, che ha a sua volta aperto  un fascicolo sulle presunte irregolarità nei comportamenti di Liberati. In particolare, da quanto è trapelato, in relazione a questa inchiesta Robledo, come specificato nell’esposto, avrebbe chiesto degli atti alla Dda.
Il presidente Roberto Maroni si è detto stupito, mentre l’assessore alle infrastrutture Maurizio Del Tenno ha confermato la sua fiducia alla società.
In una nota, il M5S ha chiesto «il blocco di tutte le opere in via cautelativa in mano a Infrastrutture Lombarde. In attesa di ulteriori sviluppi, le accuse che hanno portato all’arresto di Rognoni sono l’ennesimo esempio, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di come le infrastrutture siano solo l’occasione per speculare e finanziare gli amici. L’arresto non può lasciare indifferente la giunta e il presidente Maroni che fino a poco tempo fa paventava l’ipotesi di nominarlo quale sub commissario a Expo per difendere gli interessi della Regione».
Per Gian Antonio Girelli, consigliere del Pd eletto a Brescia: «La vicenda di Infrastrutture lombarde desta grande preoccupazione. È necessario che si faccia massima chiarezza perché ne va della credibilità della Regione e della competitività della Lombardia. È interesse dell’amministrazione regionale che tutto ciò che gira intorno ad Expo sia sottoposto alla massima attenzione, altrimenti tutto il lavoro per la trasparenza e la legalità, a partire dall’adesione ad Avviso Pubblico e dalla firma dei protocolli anticorruzione rischia di venire vanificato».

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