Consigli di quartiere, la Lega darà battaglia

Dopo il passaggio in Loggia, dove sono state approvate le linee guida per la nuova struttura che prevede il voto degli immigrati, parte l'iter per un referendum.

(red.) Sui consigli di quartiere la Lega annuncia battaglia contro il voto agli immigrati.
«La sinistra sta drammaticamente perdendo voti tra gli italiani, non può far altro che cercarli tra gli extracomunitari». L’assessore regionale all’Immigrazione, Simona Bordonali, il deputato Stefano Borghesi e il segretario provinciale della Lega Nord di Brescia Paolo Formentini sono intervenuti per commentare l’approvazione del sistema Fenaroli per i nuovi consigli di quartiere, dopo il Consiglio comunale di giovedì 13 febbraio.
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Troviamo davvero vergognoso l’impianto proposto dall’assessore Fenaroli, soprattutto la parte che prevede il diritto di voto per tutti gli stranieri residenti in città da 5 anni, anche non consecutivi. Ringraziamo Nicola Gallizioli e Massimo Tacconi per aver dato battaglia in Consiglio e per aver proposto emendamenti nel tentativo di bloccare questa proposta imbarazzante».
La battaglia è partita già nel Consiglio del 13 febbraio, con la Lega Nord che ha alzato la voce e ha bloccato il Consiglio per manifestare contro questa decisione. A breve partirà una raccolta firme per proporre un referendum consultivo in merito. «Vogliamo che siano i bresciani a esprimersi sul diritto di voto agli stranieri e siamo convinti che per la giunta Del Bono sarà una batosta tremenda. Vedere decine di extracomunitari festeggiare sotto la Loggia l’elezione del neo sindaco già faceva prevedere come si sarebbe evoluta la situazione. In effetti in pochi mesi abbiamo capito quali siano le intenzioni della coppia Del Bono – Fenaroli: dare priorità assoluta alle esigenze degli immigrati. Noi non molleremo e terremo alta la soglia d’attenzione nell’interesse di Brescia e dei bresciani. Per promuovere una vera integrazione non si devono concedere solo diritti, ma evidenziare i doveri degli stranieri. Invece la giunta Del Bono va nella stessa direzione che aveva intrapreso il Governo Letta. Ci auguriamo che con il nuovo Esecutivo ci sia una svolta rispetto alle politiche di immigrazione del ministro Kyenge, basate esclusivamente sul riconoscimento di diritti anche in evidenti situazioni di illegalità e sulla abrogazione del reato di clandestinità», concludono.

 

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