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Iran, «Corsini è persona non gradita»

Il senatore e vicepresidente della commissione Esteri ha dovuto rinunciare al viaggio diplomatico a Theran a causa di alcune sue dichiarazioni.

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(red.) «Paolo Corsini è una presenza non gradita in Iran». Il senatore ed ex sindaco di Brescia ha dovuto rinunciare alla trasferta che, in veste di vicepresidente  della commissione affari Esteri, avrebbe dovuto svolgere a Theran.
A motivare la sua assenza dalla delegazione italiana guidata da Pierferdinando Casini sono state delle dichiarazioni che non sono per nulla piaciute alle autorità del paese mediorientale. Durante una riunione della commissione, mandata in onda su Radio Radicale, il senatore era intervenuto denunciando la situazione di grave intolleranza politica in cui vive il paese, e manifestando apertamente la sua simpatia per il programma e la figura politica di Maryam Rajani, leader da più di 20 anni della dissidenza  al regime iraniano. La tv iraniana però trasmette l’intervento e il ministro degli esteri persiano convoca l’ambasciatore italiano. Da qui la decisione prese insieme a Casini di rinunciare al viaggio, anche per motivi di sicurezza.
«Non ho certo espresso una posizione di estremismo radicale – si giustifica Corsini -,  ma neppure rinunciato a dare la mia valutazione, anche grazie agli approfondimenti che ho potuto fare servendomi dei dossier che ci mettono a disposizione Camera e Senato».

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