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Pgt, Girelli (Pd): “No a scontro ideologico”

Dopo la bocciatura del Tar continua il dibattito tra i bresciani in Regione. "Gravi le parole di Maroni, che parla alla pancia di una società in fibrillazione".

(red.) Forte la perplessità del Consigliere Regionale Gian Antonio Girelli (PD) rispetto alle ripetute prese di posizioni di esponenti politici riguardo il provvedimento del Tar rispetto al Pgt adottato dal Comune di Brescia nel corso della precedente amministrazione di centrodestra.
«Ancora più forte riguardo al fatto che si invoca l’autonomia dei Sindaci e dei Comuni e nello stesso si prendono posizioni senza nemmeno aspettare un pronunciamento di Sindaco e Amministrazione di Brescia. Di certo prima di ogni considerazione di merito vanno lette e approfondite le motivazioni del provvedimento. Evidenti sono pero alcuni aspetti della vicenda. Innanzi tutto la superficialità e inadeguatezza del provvedimento adottato dall’allora amministrazione comunale».
Secondo Girelli, quando le regole sono dettate da forzature ideologiche invece che da una corretta impostazione e
caratterizzazione politica, il risultato è questo. «Inoltre è impressionante il tentativo di trasformare la questione nell’ennesimo scontro verso altre culture e religioni. Sono fermamente convinto dell’importanza della difesa della profonda identità cristiana del nostro modello sociale, ma come momento di confronto e apertura, non di chiusura e contrasto verso gli altri. Sarebbe interessante conoscere il pensiero di Papa Francesco in merito. Le parole del Presidente Maroni, molto rivolte alla pancia di una società lombarda in oggettiva fibrillazione, sono di particolare gravità. Compito suo e della Regione è soprattutto debellare il virus della corruzione, dell’uso improprio delle risorse pubbliche, della non trasparenza nei contributi, del mancato rilancio effettivo e non per titoli dell’economia lombarda, del non prendere posizione a fianco dei Sindaci e dei cittadini riguardo questioni ambientali dove viene spesso calpestato il “volere” dei cittadini a favore di interessi con una Regione che si trincea dietro risposte di impotenza burocratica».
Girelli invita dunque ad aprire un dibattito serio e pacato partendo dal livello comunale, per capire come affrontare temi tanto delicati che trovano sì un paravento urbanistico, ma che sono profondamente culturali, evitando di innescare l’ennesimo scontro ideologico.

 

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