Bordonali: “Sì al reato di omicidio stradale”

Nel 2012, Brescia è al quinto posto per l'indice di mortalità sul numero di incidenti. Per l'assessore alla sicurezza, occorre accelerare l'iter normativo.

(red.) «I numeri relativi all’incidentalità in Lombardia evidenziano come la nostra regione in generale faccia registrare dati meno tragici rispetto agli anni scorsi e
rispetto ad altre regioni, ma anche come esistano rilevanti divari territoriali».
Così l’assessore a Protezione Civile, Sicurezza e Immigrazione di Regione Lombardia Simona Bordonali, durante il suo intervento alla 3° Giornata della sicurezza stradale, organizzata dall’ente regionale in collaborazione con Eupolis,  all’Auditorium di Palazzo Lombardia.
«Occorre dunque pianificare interventi indirizzati al contrasto delle specifiche criticità, anche attraverso un’intesa con le Province e i Comuni. E’ vero che il numero di vittime della strada si è dimezzato negli ultimi 10 anni in Lombardia, ma finchè il dato non raggiungerà lo zero, non potremo parlare di situazione positiva».
I dati Istat 2012 mostrano come l’indice dei morti sulla strada sia di 61,2 ogni milione di abitanti a livello nazionale e di 55,1 in Lombardia. A livello provinciale, l’indice di mortalità sul numero di incidenti vede Lodi al 3,77%, Sondrio al 3,69%, Mantova al 3,44%, Cremona al 3,36%, Brescia al 2,69%, Pavia al 2,49%, Como all’1,91%, Bergamo all’1,79%, Varese all’1,58, Lecco all’1,44%, Milano allo 0,8% e Monza Brianza allo 0,79%.
«Sotto il profilo repressivo», ha concluso Bordolani, «credo infine che sia necessario accelerare l’iter per approvare la proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio stradale, che prevede per chi si mette alla guida senza esserne in condizione, quindi drogato o in stato di ebrezza, una condanna adeguata al danno che provoca con il proprio comportamento. Si tratta di una misura volta a garantire una pena equa e commisurata al reato commesso».
Quanto ai dati relativi alla provincia di Brescia, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2012 (fonte Istat), si sono verificati 3310 incidenti, con 89 morti e 4790 feriti.  Coinvolti in 379 incidenti (pari all’11,4 per cento); si registrano 9 vittime e 370 feriti. Di queste vittime ben 6 hanno et? superiore ai 60 anni. I feriti sono stati causati nella maggior parte dei casi dalla collisione con un’autovettura (79%), mentre i mezzi pesanti sono coinvolti nell’8%dei casi. Sono stati coinvolti in 511 incidenti (pari al 15,4%) con 7 vittime tra i conduttori di velocipedi (1,4%). Tutti gli incidenti mortali, eccetto uno, sono avvenuti in condizioni metereologiche buone. La maggior parte degli incidenti si sono verificati lungo strade urbane (78%) e lungo tratti di strade provinciali (16%).
Nel 2012 si registrano 20 vittime in questa fascia di età, pari al 22,5% del totale degli incidenti avvenuti nella provincia bresciana e rappresentano la percentuale più alta tra le province lombarde. I ragazzi feriti risultano essere 706.
Sono 638 gli incidenti che hanno coinvolto conducenti con un’età maggiore o uguale a 65 anni, oltre il 19% del totale. I conducenti over 65 coinvolti inincidenti stradali in provincia di Brescia risultano essere 669 e tale valore è il secondo più alto dopo quello di Milano. Oltre il 73% di loro guidava un’autovettura e il 14% un velocipede. Più del 27%degli incidenti è avvenuto nella fascia oraria 9-12 e circa il 24 per cento tra le 15 e le 18. Anche per questa tipologia la maggior parte degli incidenti è avvenuta lungo una strada urbana (69%).

 

 

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