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Tutti gli uomini del (vice) presidente

Fra tutte le "colombe" bresciane spiccano i nomi di Mauro Parolini e Maria Teresa Vivaldini. Molti di più, però, il lealisti. Qualche indeciso fra i "ciellini".

(red.) A due giorni dalla storica scissione del Pdl, anche il centrodestra bresciano si riorganizza.
Tra le file delle “colombe” guidate da Angelino Alfano (che ha chiamato emblematicamente il gruppo “Nuovo centrodestra”), si sono già schierati il capogruppo in Regione Mauro Parolini, l’assessore in Broletto Teresa Vivaldini e Stefano Saglia. «Partiamo subito con la costituzione dei gruppi nelle istituzioni e nelle realtà territoriali», ha dichiarato Parolini.
Maggioritaria però la corrente di “lealisti” che hanno già fatto ingresso nella rediviva Forza Italia. Tra loro il capogruppo in Loggia Mattia Margaroli, che ha convocato una riunione dei consiglieri per consultare le loro posizioni. Tra i forzanovisti anche Maria Stella Gelmini, Alberto Cavalli, Giuseppe Romele, Emanuel Piona e Alessandro Mattinzoli. Quanche incertezza tra le fila dei cattolici “ciellini”. Anche perché, se da una parte vi è Silvio Berlusconi, dall’altra c’è pur sempre Roberto Formigoni e Lupi, due esponenti di spicco di Comunione e Liberazione. Si è schierato con i «lealisti» l’ex sindaco Adriano Paroli, che prima del consiglio nazionale ha firmato il documento berlusconiano, poi ha aderito a Fi. Con Fi ha deciso di continuare la sua strada anche Paola Vilardi.
Indecisi, invece, Maurizio Vanzani, il primo segretario della «vecchia» Fi e l’ex An Corrado Ghirardelli. Vilardi, consigliere in Loggia del gruppo che già si era nominato Forza Italia, ha optato per i «lealisti» ma confessa di sentirsi tra due fuochi e di aver sperato fino all’ultimo nell’unità: «Non ho nessuna sintonia con i falchi,

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