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Bordonali: “Non siamo la terra promessa”

L'assessore regionale alla sicurezza commenta la tragedia di Lampedusa. "Persone vittima di errata comunicazione, basta immigrazione clandestina".

(red.) «Sono rimasta sconcertata da questa immane tragedia. Il numero delle vittime cresce di ora in ora, rendendo la situazione sempre più drammatica. Bisogna fermarsi e riflettere davvero sull’immagine della nostra realtà che stiamo dando all’estero. Solo nella nostra regione, infatti, il tasso di disoccupazione tra gli immigrati regolari è del 14,4%, un dato che deve far pensare».
E’ il commento dell’assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione
di Regione Lombardia Simona Bordonali, già presidente del consiglio comunale di Brescia e consigliere in Loggia del Carroccio, in merito alla tragedia che si è verificata all’alba di giovedì 3 ottobre al largo dell’isola di Lampedusa. Al pomeriggio, il bilancio parla di 90 morti, a seguito dell’incendio scoppiato a bordo dell’imbarcazione su cui viaggiavano centinaia di emigranti in direzione dell’Italia.
«Dobbiamo dire con chiarezza che non siamo la terra promessa», prosegue  Bordonali, «e che non possiamo più offrire lavoro e cittadinanza a tutti. Queste povere persone sono vittime della disperazione e di una sbagliata comunicazione. La realtà è che, per evitare drammi del genere, dobbiamo necessariamente fermare l’immigrazione clandestina in modo tale da impedire questi viaggi della speranza».
La soluzione è pensare a nuovi accordi bilaterali, per evitare che i barconi partano e prendere un impegno serio per promuovere programmi di sviluppo nei Paesi più poveri, evitando l’assistenzialismo.

 

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