Lombardia indipendente, se ne parla in Provincia

I consiglieri Arrighini, Indipendenza Lombarda, e Formentini di Lega Nord, hanno presentato una mozione per sostenere la raccolta firme di CoLoR44.

(red.) Lombardia indipendente: all’ordine  del giorno della seduta di giovedì 25 luglio del consiglio della provincia di Brescia, c’è anche la mozione 4/2013 – firmata da Giulio Arrighini, Indipendenza Lombarda, e da Paolo Formentini, Lega Nord – che pone al centro “il diritto del popolo lombardo alla compiuta attuazione della propria autodeterminazione”.
Una mozione che rappresenta già una vittoria per il Comitato Lombardo Risoluzione 44 (CoLoR44), impegnato in una raccolta di firme per spingere
le istituzioni regionali lombarde verso un processo di autodeterminazione regionale. Il Comitato esprime la propria soddisfazione di fronte all’iniziativa promossa dai consiglieri affinché  la Provincia dia il proprio sostegno alla richiesta di votare sull’indipendenza.
Secondo Stefano Brunelli, del Coordinamento Bresciano di CoLoR44, «è importante che tutte le istituzioni e tutte le componenti della società lombarda si esprimano con chiarezza, come farà la Provincia di Brescia, di fronte a questa richiesta di democrazia: alla semplice domanda di poter votare, scegliendo tra restare in Italia o dar vita a una Lombardia indipendente. In un momento che vede la comunità bresciana alle prese con terribili problemi occupazionali, bisogna chiedersi se non sia il caso di far decidere ai cittadini e se non sia giunto il momento di comprendere che l’Europa che sta emergendo sta lasciandosi alle spalle gli Stati nazionali, mentre emergono realtà come la Catalogna e la Scozia».
Secondo Brunelli, «non può chiamarsi davvero democratico uno Stato che impedisca alla popolazione di esprimersi su tali questioni. Tanto più che la redistribuzione massiccia che toglie soldi alla Lombardia per destinarli ad altre aree non sta solo distruggendo il nostro tessuto produttivo, ma è pure all’origine del dissesto economico e sociale del Mezzogiorno. L’unità arricchisce solo il ceto politico e i gruppi parassitari.Se quindi uniti si va tutti insieme verso il burrone, separati sarebbe possibile per ogni area del Paese individuare una via d’uscita da questa situazione tanto drammatica».

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.