Bragaglio (Pd): “Rinuncio alla candidatura”

Il consigliere bresciano non correrà per le prossime amministrative di maggio. "Una decisione irreversibile, che arriva dopo una lunga riflessione".

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(red.) Non si candiderà alle amministrative di maggio per il comune di Brescia Claudio Bragaglio, oggi consigliere Pd.
Lo ha comunicato lo stesso Bragaglio, con una lettera inviata giovedì 4 aprile al Segretario provinciale del Partito Democratico, Pietro Bisinella, al Segretario cittadino, Giorgio De Martin, al Presidente di Direzione, Piergiuseppe Caldana, al Capogruppo Emilio Del Bono ed a tutti i consiglieri comunali del P.D. “Con l’avvicinarsi della scadenza amministrativa per il Comune di Brescia”, esordisce, “ci si trova ad affrontare le problematiche collegate alla formazione della Lista del PD. I passi politici recentemente compiuti nella direzione di un’ampia coalizione di centro sinistra e civica, nonché l’indizione delle primarie, trovano anche la mia condivisione. Condivisione che peraltro si era a suo tempo già manifestata nel voto unanimemente espresso sul documento della Segreteria provinciale e fatto proprio, lo scorso giugno, dalla Direzione cittadina. In questi mesi ho avuto occasione di esprimere valutazioni, anche fortemente critiche, verso alcune posizioni che sono state assunte.
Non è questo il momento per ritornare su quei passaggi, in quanto ben più importante per tutti noi è valorizzare il punto di approdo unitario nel PD, che a mio giudizio comprende anche il sostegno alla candidatura di Emilio Del Bono, a partire dalle primarie del 14 aprile”. Bragaglio confessa però di aver riflettuto, negli ultimi giorni, sulla sua lunga e coinvolgente esperienza nel Consiglio Comunale di Brescia e sull’opportunità di immaginare percorsi di rinnovamento della presenza in lista, per  interpretare meglio le istanze di cambiamento che arrivano da Brescia. Proprio alla luce di queste riflessioni, è arrivata  la decisione di non riproporre la  candidatura per la lista in Consiglio Comunale. “Non mi sottraggo, peraltro, all’obbligo d’una qualche precisazione”, continua la lettera, “in primo luogo per sgomberare il campo da una possibile, ma infondata motivazione che in qualche modo sia riconducibile alla dialettica interna di questi anni o alla sospensione del sottoscritto dal Gruppo (vicenda A2A), che si è protratta a tutt’oggi dal maggio del 2009. Anche in questo caso non intendo ritornare sulle considerazioni espresse dal sottoscritto in merito a quel provvedimento e che sono state oggetto di reiterate e diverse valutazioni. Tale richiamo, in questa occasione, è però opportuno perché mi permette di sottolineare come quella vicenda non m’abbia impedito in questi anni una fattiva collaborazione con tutti i Consiglieri del PD e con lo stesso capogruppo, e neppure ostacolato lo svolgimento d’un lavoro di colleganza in Consiglio che valuto in modo decisamente positivo, anche sul piano dei rapporti umani e personali, e che mi porta ad esprimere a ciascuno dei consiglieri una sincera gratitudine ed un amichevole ringraziamento”.
La decisione, assicura Bragaglio, non ha nulla a che fare con la vicenda, ma riguarda valutazioni politiche che riguardano piuttosto la fase politica di cambiamento, nonché la situazione che il partito sta attraversando e, più in generale, la prospettiva stessa che investe il PD su scala nazionale.
“Tale mia decisione, inoltre, non può essere neppure associata – ritenendomi, per scelta di vita, per storia politica e personale, orgogliosamente e coerentemente un antirottamatore – al venir meno d’un mio impegno politico. Impegno che, semplicemente, mi auguro di poter realizzare anche in forme diverse, sulla base d’un contributo che, o nel partito o in ambiti diversi, riterrò – o si riterrà – possibile, utile ed auspicabile. Agli amici che in questi giorni mi hanno interpellato per esprimere un sostegno alla mia candidatura – e che ringrazio di cuore per la loro fiducia – non mancherò di dare risposte esattamente nei termini e con le motivazioni di questa irreversibile scelta”.

 

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