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I grillini bresciani: “Vivremo in co-housing”

Niente hotel lussuosi, ma una casa in comune, sobrietà, restituzione dei rimborsi elettorali, stipendi ridotti, questa la ricetta dei parlamentari "a 5 stelle".

(red.) Niente hotel lussuosi, ma una casa in comune, secondo i principi del co-housing, forse in un residence, per “rafforzare lo spirito di gruppo”, sobrietà e umiltà nell’affrontare l’impegno politico. Questa la ricetta declinata dal senatore bresciano del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, accolto martedì in Prefettura dalla rappresentante del Governo Livia Brassesco Pace , insieme con gli altri parlamentari bresciani appena eletti.
Una delle priorità lanciate dai grillini è quella che riguarda il taglio dei costi della politica: il gruppo rinuncerà ai rimborsi elettorali (più di 40 milioni) e si ridurrà lo stipendio a 2.500 euro. Escluso, però, il capitolo indennizzi che, nella misura di circa 3 mila sono definiti per legge “irrinunciabili”. Le spese sostenute degli onorevoli a 5 stelle saranno pubblicate sul sito della Camera e sul blog. I soldi non utilizzati verranno restituiti o destinati alle onlus.
Decisi anche a rispettare le regole di “decoro” imposte a Palazzo Madama e a Montecitorio, che impongono l’utilizzo della giacca e della camicia, elementi che, secondo i discepoli di Grillo saranno solamente accessori rispetto ai contenuti che verranno presentati.

 

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