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Gavardo, “restituire la tassa sui rifiuti”

Per “Gavardo al centro”, il Comune avrebbe incamerato 105mila euro in più per la Tia del 2011. Il sindaco: “Tutto corretto e certificato dai revisori dei conti”.

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(red.) Nel corso di un’affollata assemblea pubblica, i consiglieri del gruppo di opposizione “Gavardo al centro” hanno avanzato all’Amministrazione comunale la richiesta di restituzione ai cittadini di 105 mila euro che, secondo il gruppo, sarebbero stati indebitamente incassati nel 2011.
La vicenda: nel 2011, il piano finanziario della Tia (la tassa dei rifiuti) prevedeva una spesa di 1 milione e 255mila euro, suddivisa in parti sostanzialmente uguali (49% e 51%), tra utenze domestiche e utenze non domestiche. Alcuni mesi dopo, l’Amministrazione ha deciso di raddoppiare l’addizionale comunale sui consumi di energia elettrica, finalizzando le entrate (141mila euro) alla copertura integrale dei costi per la gestione dei rifiuti, e diminuendo contestualmente di un importo analogo la Tia, che passava così alla cifra di 1milone e 114mila euro.
Fin qui sembrerebbe tutto a posto. Invece no. Infatti, come ha sottolineato il consigliere di “Gavardo al centro”, Guido Lani, l’addizionale viene versata soltanto dalle utenze domestiche. Mantenendo la stessa suddivisione per la Tia, da questo “gioco di prestigio”,  le famiglie gavardesi si sono ritrovate a pagare 687mile euro anziché 615mila.
Inoltre, come ha ricordato la minoranza, dal bilancio consuntivo approvato nel giugno 2012 emerge che le entrate relative alla Tia e all’addizionale sui consumi di elettricità sono ammontate, insieme, a 1milione e 346mila euro, con il Comune a incamerare 105mila euro in più di quanto sborsato. A fronte di questa situazione, “Gavardo al centro” ha chiesto al Comune la restituzione di tale somma ai propri cittadini.
Dal canto loro, gli amministrazioni di Gavardo, nel bresciano, si sono detti certi di non aver nulla di cui rimproverarsi. Il sindaco, Emanuele Vezzola, ha replicato dicendo di capire alcune delle osservazioni e delle riserve avanzate dall’opposizione, riserve che, però, non hanno, al di là degli aspetti meramente tecnici, alcun fondamento reale. Infatti, ha proseguito il primo cittadino, le cifre in questione non sona da riferirsi al singolo anno, ma devono essere riparametrate su due anni. Inoltre, come ha ribadito Vezzola, non va dimenticato che ogni euro versato dai contribuenti per  Tia e addizionale ha come unica destinazione il servizio di gestione dei rifiuti.
Tutto, insomma, come ha dichiarato il sindaco, sarebbe stato fatto in assoluta correttezza, come certificato anche dal collegio dei revisori dei conti, dopo aver vagliato con estrema attenzione la procedura adottata dall’Amministrazione in questa vicenda.

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