Montichiari, i ‘Mille’ per Oscar Giannino

Nel suo intervento, il fondatore di “Fare per fermare il declino” non le manda certo a dire ai suoi avversari e ne ha per tutti: Berlusconi, Lega, Monti, Grillo e Ingroia.

(red.) Giunto per sostenere i candidati alla Regione ed alla Camera di “Fare per fermare il declino”, e introdotto dal capogruppo in Consiglio Comunale del gruppo di opposizione Area Civica Monteclarense, Paolo Verzelletti, Oscar Giannino si è presentato davanti a mille persone infiammando la platea.
Verzelletti ha esordito motivando la propria corsa al Pirellone con la voglia di dare maggior peso al territorio monteclarense, di cui la Regione si è sempre interessata troppo poco. La parola è poi passata ad Alice Sganzerla, giovane candidata del Garda, che ha sottolineato come “Fare per fermare il declino” sia un riferimento per chi, come i giovani, non ha mai trovato un interlocutore politico. Brevissimo anche l’intervento di Flavio Pasotti, coordinatore nazionale e in lizza alla Camera per il Movimento di Giannino. Secondo Pasotti, la politica non è più popolare perché ha fallito, e cambiamento di rotta può venire solo da chi non appartiene alle caste.
Irriverente e aggressivo come nel suo stile, Oscar Giannino è partito con i fuochi d’artificio e se l’ è presa con il calcio, (facendo riferimento all’acquisto milanista di Balotelli), per proseguire con la demolizione della credibilità altrui: da Berlusconi, che racconterebbe le solite frottole, alla Lega, che aveva giurato di rompere con il Pdl e invece non l’ha fatto. Giannino non ha dimenticato nemmeno Grillo, paragonando alcune sue proposte, come quella di una sola banca di Stato, al programma fascista.
Tra battute e riflessioni non ha mancato nemmeno di bacchettare Ingroia e la magistratura, difendendo l’idea di tagliare si punti alla spesa. Attacchi anche per le banche, che devono assolutamente tagliare i legami con la politica. E Monti? Secondo Giannino fa come Berlusconi, dicendo che ha introdotto L’Imu, ma non voleva. Ironia anche sugli alleati del professore: Casini e Fini, definiti sarcasticamente come il nuovo che avanza.
Quanto al programma, Giannino si è concentrato sul problema dell’accesso al credito, dicendo che, se non si mettono in circolo le risorse le imprese crolleranno.
In mille,dicevamo, hanno assistito alla performance di Giannino, e lui, a fine intervento, riferendosi ai Mille con la maiuscola, ha metaforicamente maledetto quei 500 bergamaschi che non si sono fermati in tempo, unendo l’Italia. Un po’ di campanilismo padano che da questa parti non guasta mai, o quasi.

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