Pirellone, testa a testa Maroni-Ambrosoli

Secondo un sondaggio Ipsos commissionato dal Pd sulle intenzioni di voto, l’avvocato del centrosinistra è al 39,8%, il segretario della Lega al 39,6%.

(red.) Si preannuncia un testa a testa in Lombardia tra Roberto Maroni e Umberto Ambrosoli. Secondo quanto emerge da un sondaggio commissionato dal Pd regionale all’istituto di ricerca Ipsos sulle intenzioni di voto dei lombardi, l’avvocato candidato dal centrosinistra si attesta al 39,8%, una manciata di preferenze in più rispetto al 39,6% che si registra a favore del segretario federale del Carroccio, sostenuto dal Pdl e Lega Nord.
Decisamente staccato Gabriele Albertini, l’ex sindaco di Milano che si è candidato con il sostegno di una lista civica e che il momento non supera l’8,5%.
Diverse le intenzioni di voto per le politiche, dove in prima posizione si piazza l’asse Pdl-Lega Nord che catalizza il 34,7%, circa un punto percentuale in più del centrosinistra (fermo al 33,8%), mentre Udc, Fli e Lista Monti per l’Italia catalizzano per il momento (il sondaggio è stato condotto tra il 10 e l’11 gennaio) il 15,1% delle preferenze dei lombardi.
“I dati dei sondaggi diffusi oggi e negli ultimi giorni sono molto incoraggianti”, ha affermato Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza della regione Lombardia per il centrosinistra. “Innanzitutto perchè ho aperto la mia campagna elettorale il 12 gennaio e i sondaggi sono stati realizzati prima di quella data: questo significa che se dopo due mesi di campagna pubblicitaria di Maroni, e tutta la notorietà che Maroni deve al fatto di essere un politico di professione da vent’anni, siamo pressochè alla pari o addirittura in vantaggio, possiamo essere ottimisti e cominciare con fiducia la nostra campagna elettorale”. “Con la nostra proposta del patto civico, costruita fin dalle primarie mettendo insieme partiti e altre realtà organizzate della società civile”, ha aggiunto Ambrosoli, “abbiamo già recuperato il distacco del passato. La campagna è appena cominciata, sono molto ottimista. “Questa volta”, ha concluso, “l’onestà, il merito e l’efficienza possono prevalere”.

 

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