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Il Consiglio regionale? Costerà 7,1 euro a testa

Approvato nella mattinata di lunedì 10 dicembre il bilancio previsionale del 2013. Risparmiati 7 milioni e mezzo di euro; sottodimensionata la pianta organica.

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(red.) Un’incidenza nel bilancio complessivo regionale pari allo 0,28%, un risparmio di 7 milioni e mezzo di euro nei costi strutturali attuato nell’ultimo triennio, un forte contenimento dei costi ottenuto grazie anche al sottodimensionamento della pianta organica, un costo procapite per i cittadini di ogni provincia (compresa quella bresciana) pari a 7,1 euro, il più basso d’Italia.
Sono solo alcune delle cifre che caratterizzano il Bilancio previsionale per il 2013 del Consiglio regionale, approvato nella mattina di lunedì 10 dicembre. “Il nostro è un bilancio sobrio, che contiene molti tagli alla spesa, ma sono tagli misurati, perché in Regione Lombardia la spending review è cominciata già da diversi anni”, ha spiegato nel suo intervento il Consigliere Segretario Doriano Riparbelli (PdL), relatore del provvedimento, “da anni, infatti, il Consiglio Regionale ha messo in atto una intelligente e mirata lotta agli sprechi, che ha ridotto notevolmente i costi della pubblica amministrazione e della politica: basti pensare che in questa sola legislatura abbiamo risparmiato in tre anni 7milioni e mezzo di euro legati a costi strutturali e di funzionamento, consegnando alla futura Amministrazione regionale un’assemblea comunque in grado di funzionare ottimamente grazie a tagli precisi e mirati”.
Ridotto il finanziamento per la comunicazione dei gruppi di circa 300.000 euro, pari al 15% del totale, anche se le spese di comunicazione dei gruppi in Lombardia vanno da una media di 16.000 euro per il Consigliere del PDL a 33.000 per il Consigliere del Partito dei Pensionati: per la stessa voce i Consiglieri della Regione Lazio superano abbondantemente le 100.000 euro. Dal 2010, con l’avvio della nuova legislatura, poi, l’Ufficio di Presidenza con il sostegno dell’assemblea regionale ha ridotto il proprio bilancio strutturale del 10% passando da 73milioni e 800mila euro a 66 milioni e 300mila euro.
La stessa pianta organica del parlamento regionale prevede una dotazione complessiva di 300 dipendenti, ma attualmente l’intera struttura funziona contando su 270 dipendenti, con un sottodimensionamento delle posizioni dirigenziali previste pari a circa il 25%. Inoltre, il consuntivo 2012 registra un avanzo di bilancio stimato in circa 4 milioni di euro, che si aggiungono ai 4milioni e 100mila euro del 2011 già destinati alle popolazioni lombarde colpite da calamità naturali.
Tra i risparmi e le nuove riduzioni apportate, si segnalano le spese di rappresentanza della Presidenza del Consiglio ridotte da 180.000 euro a 35.000. L’ Ufficio di Presidenza ha tagliato in misura consistente anche i contributi per i patrocini: già dimezzati nel 2012, nel 2013 passano da 742.000 a 100.000 euro. Le spese per congressi, convegni e seminari sono state dimezzate: da 120.000 scendono a 60.000, come pure le spese per la realizzazione di trasmissioni radiotelevisive e per l’informazione sulle attività del Consiglio, che da 782.000 euro scendono a 485.000.
Ulteriori tagli sono stati apportati alle spese per iniziative editoriali, pubblicazioni periodiche e sito web, che scendono da 100.000 a 58.000 euro, e alle spese per incontri, consulenze e convegni che da 168.000 euro si riducono a 58.000 con una decurtazione del 65%. Il fondo per missioni e trasferte è stato ridotto a 5.000 euro con un taglio dell’80%. Le spese per il Comitato Paritetico passano da 90.000 a 50.000 euro, le spese per le funzioni del Difensore Civico scendono da 80.000 a 21.000 euro, il piano delle ricerche viene dimezzato: si passa da 100.000 a 50.000 euro. Gli incarichi e consulenze previste da apposite disposizioni normative si riducono a 65.000 euro pari al 48% in meno del 2012.
Le spese per la gestione dell’autoparco sono state ridotte a 12.000 euro, il 60% in meno rispetto all’anno 2012. Ulteriori riduzioni riguardano anche le spese di cancelleria, stampati e altro materiale di consumo che sono scese da 57.000 a 37.000 euro; le spese per arredamenti e attrezzature per uffici sono ridotte del 50% e passano da 100.000 euro a 50.000.

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