Ponte di Legno-Temù, nozze saltate: vince il ‘no’

I due comuni della Valcamonica non si unificheranno. La consultazione popolare ha dato questo risultato. Alle urne si è recato oltre il 50% degli aventi dirittto.

(red.) Alla fine, a prevalere, sono stati i “no”. Niente nozze tra Ponte di Legno e Temù, le due località bresciane per le quali era stato indetto, domenica 28 ottobre, un referendum consltivo che chiedeva ai cittadini di decidere se unificare le municipalità sotto un unico ente che evrebbe preso il nome di “ponte di Legno”.
Decisivi sono stati i “no” a Temù dove i residenti si sono espressi con 389 voti, contro i 310 sì. A Ponte di Legno, invece, la consultazione popolare ha ottenuto 642 “sì” e 464 “no”. Il referendum prevedeva che, se in uno dei due comuni avesse vinto il no, la fusione non avrebbe avuto luogo.
Alle urne si è recato più del 50% degli aventi diritto al voto ed il quorum era stato superato già prima delle 21, quando si sono chiuse le votazioni. Secondo i primi dati, la percentuale dei votanti oscilla tra il 69 e il 79%.
Seggi ancora aperti, invece, ad Ospitaletto, nella Bassa, dove i cittadini sono chiamati a scegliere il candidato sindaco. C’è tempo per il voto sino alle 15 di lunedì pomeriggio.

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