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Adro, riaperta la ditta del sindaco Lancini

"Il Manifesto" sui presunti sversamenti illeciti effettuati dalla Elg, di proprietà del primo citatdino, nelle acque dell'Oglio. Azienda che ora è stata riaperta.

(red.) Oscar Lancini, il sindaco leghista di Adro torna sulle pagine dei quotidiani. Questa volta non si tratta dei “Soli delle Alpi” con cui l’amministrazione adrense aveva tappezzato la scuola elementare della cittadina, né dei bonus bebè negati agli immigrati così come nemmeno della mensa scolastica vietata ai bambini figli di famiglie che non avevano pagato il debito contratto (somma poi saldata da un omonimo, ma non imparentato, imprenditore franciacortino).
Questa volta a parlare del sindaco bresciano è “Il Manifesto” che rispolvera una vicenda di sversamenti illegali effettuati, secondo il giornale, dalla ditta di cui è titolare lo stesso primo cittadino.
Si tratta della Elg, un’azienda di smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi di proprietà del sindaco leghista. Il giudice del tribunale di Brescia Federico Allegri , nel 2008, aveva assolto “perché il fatto non sussiste” l’amministratore della Elg di Adro, azienda specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, dall’accusa di aver inquinato le fogne del paese provocando fra il 2003 e il 2004 il blocco del depuratore del Sebino.
Pee Lionella Lancini, sorella del sindaco
del comune franciacortino, Oscar, erano stati richiesti dall’accusa 19 mesi di reclusione e una sanzione pecuniaria di 19 mila euro. La vicenda giudiziaria si era giocata sulle modalità e sulle norme dei prelievi: l’avvocato Luigi Frattini,rappresentante dei Lancini, aveva basato la sua difesa sul fatto che i prelievi non erano stati eseguiti immediatamente a monte e a valle degli impianti e sulla distinzione delle tabelle che normano gli scarichi, spiegando che il reato penale si configura solo per i metalli sversati, non per le altre sostanze (per cui sono previste pene amministrative).
“Fallita nel 2007”, scrive Andrea Tornago, “la “Eredi Lancini Giancarlo”è stata accusata di aver scaricato abusivamente nelle fognature e nel fiume Oglio migliaia di tonnellate di scorie tossiche, e dopo due sequestri della magistratura non aveva più riaperto i cancelli. Fino a pochi mesi fa”.
Nella questione entra l’ex sindaco della cittadina franciacortina, Paolino Parzani, definito “storico avversario” di Lancini che aveva fatto “piombare lo scarico della ditta che continuava a sversare abusivamente”, quindi anche “revocato la nomina dell’assessore all’Ecologia Valerio Pagnoni, un fedelissimo di Franco Nicoli Cristiani” (l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia del Pdl arrestato lo scorso novembre per corruzione).
“L’8 settembre 2003”, ricorda Parzani sulle pagine del giornale, “otto consiglieri, compresa l’opposizione di sinistra, rassegnarono le dimissioni su iniziativa politica di Oscar Lancini, all’epoca consigliere comunale di minoranza, causando il commissariamento del Comune. Quella fabbrica che smaltiva rifiuti pericolosi liquidi non si poteva fermare. Lo sapevano bene i funzionari della Regione Lombardia che nel ’93 avevano firmato una singolare autorizzazione per la Elg, quando ancora i Lancini non avevano nemmeno un impianto e giravano a raccogliere i rifiuti liquidi con un’autobotte per gli spurghi (il capannone verrà costruito solo nel 1996). Dieci anni dopo la Elg serviva le industrie di mezzo nord Italia e il suo amministratore era segretario della Lega di Adro”.
Nel giugno 2004 Oscar Lancini diventa sindaco di Adro, ma poco prima, come ricorda “Il Manifesto”, “la magistratura gli aveva notificato il rinvio a giudizio per inquinamento e traffico di rifiuti”.
Cosa avrebbe allora fatto il neo primo cittadino? Avrebbe assunto il controllo della pubblica fognatura.
Come riporta ancora il quotidiano “centinaia di documenti della polizia municipale di Adro, del Cotas (il consorzio che gestiva il depuratore della zona), dell’Arpa e dei carabinieri del Noe attestano continui scarichi con valori elevatissimi di metalli pesanti, idrocarburi e solventi clorurati. I campionatori automatici posizionati in prossimità dello scarico della ditta erano inspiegabilmente sempre fuori uso”.
“Ma i tre processi per inquinamento a carico dei soci della Elg (Oscar Lancini, i fratelli Luca e Lionella, la madre Maria Brescianini, tutti soci al 25% della ditta di famiglia) non hanno mai prodotto nemmeno una sentenza di primo grado: finiti prima del tempo per la prescrizione dei reati, i cui tempi erano stati dimezzati proprio in quegli anni dalla legge Cirielli”.
L’impianto dei Lancini, ricorda il quotidiano, “ha riaperto i battenti nell’aprile scorso, dopo che nel 2009 una ditta ha rilevato la vecchia Elg. All’asta fallimentare (la Elg è stata dichiarata fallita il 14 marzo 2007, pochi giorni prima del verdetto del primo processo) si è presentata un’unica ditta: la ValleSabbiaServizi di Agnosine, il cui responsabile tecnico è il fratello del sindaco Oscar, Luca Lancini, anch’egli rinviato a giudizio e prescritto per inquinamento in qualità di socio della vecchia Elg”.
E il comune cosa ha fatto? Avrebbe chiesto, come compensazione per l’esercizio dell’impianto, “la misera cifra di 78mila euro all’anno (1,08 euro a tonnellata), che la ValleSabbiaServizi potrà scomputare realizzando qualche opera pubblica, nonostante il regolamento comunale di Adro vieti espressamente l’avvio di «attività industriali nocive, moleste o pericolose» sul suo territorio”.
“Grazie alla nuova autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Brescia il 14 marzo 2012, l’impianto della ValleSabbiaServizi (a differenza della vecchia Elg)”, conclude il giornale, “potrà smaltire quasi tutte le più micidiali scorie industriali liquide contemplate dal Catalogo Europeo dei Rifiuti (Cer), a fronte di una fidejussione di soli 347mila euro: basti pensare che verranno trattati liquidi contenenti fino a 100mila microgrammi/litro di Cromo esavalente, una concentrazione simile a quella trovata nel 2010 nella falda sotto alla ditta di cromature Baratti Inselvini di Brescia, un gravissimo caso di contaminazione acuta da Cromo (114mila microgrammi/litro)”.

 

 

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