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Truffe agli anziani, “Introdurre aggravante”

L'onorevole Caparini ha presentato un'interrogazione al Governo per inasprire le pene a chi raggira od aggredisce gli anziani. "A Brescia questura sottorganico".

(red.) Truffe furti e raggiri ai danni degli anziani,  quali misure intende introdurre il Governo a “migliore tutela della persona in età avanzata e del suo diritto di vivere serenamente”? E’ quanto chiede l’onorevole bresciano della Lega Nord Davide Caparini in un’interrogazione a risposta scritta, inviata ai ministeri dell’Interno e della Giustizia.
L’onorevole del Carroccio domanda “se non si intenda introdurre una nuova circostanza aggravante comune nell’articolo 61 del codice penale, consistente nell’aver commesso il fatto in danno di persona che abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età, e prevedendo il richiamo a tale fattispecie anche nel secondo comma dell’articolo 640 del medesimo codice” e, anche, “se non si ritenga intervenire dotando il personale di pubblica sicurezza della Questura di Brescia di un incremento di unità operative e di mezzi adeguati a fronteggiare l’allarme criminalità”.
Caparini fa riferimento ad alcuni dati che riguardano la nostra città: “Da decenni”, si legge nel testo dell’interrogazione, “l’organico della questura di Brescia è sottodimensionato rispetto alla pianta organica, inoltre, negli ultimi cinque anni la Polizia di Stato a Brescia ha avuto un decremento di 60 unità per pensionamenti e riforme dal servizio per inabilità fisica, senza mai essere adeguatamente reintegrato”.
Oltre a ciò, sottolinea l’onorevole leghista, “l’attuale formulazione dell’articolo 61, primo comma, numero 5, del codice penale prevede la fattispecie della circostanza aggravante comune legata all’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”.
“Parte della giurisprudenza della Cassazione”, continua l’onorevole bresciano, “ha riconosciuto che la debolezza fisica dovuta all’età senile costituisce una minorazione delle capacità difensive del soggetto che impedisce il tentativo di reazione possibile a una persona giovane e di ordinaria prestazione fisica, particolarmente quando la violenza non venga esercitata con uso di arma o altro mezzo intimidatorio, ma solo con mezzo fisico manuale, e quando risulti che la vittima del reato è stata scelta dall’aggressore in considerazione dell’età avanzata”.
“Tuttavia”, continua Caparini, “ai fini della configurabilità dell’aggravante di cui al suddetto articolo, l’età, specie se non accompagnata da fenomeni patologici di decadimento delle facoltà mentali, ed il basso livello culturale del soggetto passivo, non rientrano, di per sé, tra le circostanze attinenti alla persona che possono ostacolare la difesa privata”. Da qui la richiesta di riformulazione dello specifico articolo del Codice penale.

 

 

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