Carceri, la Regione si appella a Napolitano

Una mozione urgente, bipartisan, dei consiglieri regionali per chiedere anche al Parlamento di valutare le soluzioni prospettate nel corso della Commissione speciale.

(red.) Una mozione urgente sulla “Riforma della giustizia penale e civile e sulla situazione carceraria lombarda”, è stata approvata martedì dal Consiglio regionale.
Nel testo, bipartisan, a firma anche dei consiglieri bresciani del Pd (Gianantonio Girelli) e del Pdl (il neo presidente della Commissione Affari Istituzionali al Pirellone Vanni Ligasacchi), viene chiesto di “trasmettere, ai presidenti della Camera e del Senato i documenti redatti dai comitati di detenuti in occasione delle loro mobilitazioni non violente e acquisiti dalla Commissione speciale sulla situazione carceraria in Lombardia, affinchè ne siano edotti tutti i membri del Parlamento, titolari per le valutazioni e le decisioni rispetto alle soluzioni prospettate nei documenti, di esclusiva competenza parlamentare”.
Il riferimento è alle manifestazioni che hanno coinvolto, a livello nazionale, oltre 23mila persone detenute nella carceri italiane. Tra queste, hanno preso parte alle diverse forme di sciopero, anche oltre 300 detenuti di Cantona Mombello, la casa circondariale di Brescia, nota per le condizioni di sovraffollamento cronico che la caratterizzano.
Nella mozione viene anche chiesto che l’atto sia inviato “al Presidente della repubblica, con la raccomandazione del Consiglio regionale della Lombardia, afficnhè il Presidente stesso invii un solenne Messaggio alle camere esortandole a dibattere e decidere soluzioni efficaci sui temi della giustizia penale e civile”, ma anche, viene ribadito nel testo dei consiglieri regionali, “sul tema delle carceri e della funzione costituzionale delle pene, in risposta alla “prepotente urgenza” denunciata dallo stesso Presidente della repubblica il 28 luglio 2011, come prioritario interesse civile ed economico dell’Italia, per ricondurre lo Stato italiano entro i binarid ella legalità stabilita dalle Convenzioni internazionali, dai richiami del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e dalle sentenze della Corte di Strasburgo”.

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