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Anche la Chiesa pagherà l’Ici

Non sulle strutture religiose, ma su quelle commerciali: cliniche, pensioni, scuole. Lo ha annunciato il premier Mario Monti che incontrerà i vertici Cei in Vaticano.

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(red.) Arriva l’Ici sui beni della chiesa. Non sulle strutture religiose, ma su quelle commerciali: cliniche, pensioni, scuole.
Per l’esenzione non basterà più avere all’interno dell’immobile una struttura religiosa (che continuerà ad essere esente), ma il fisco guarderà alla destinazione prevalente, individuando un rapporto percentuale, e su tutto il resto si pagherà il dovuto.
La norma, che vale circa 100 milioni di maggiori tributi, avrà impatto su tutti gli “enti non commerciali”, in pratica sul mondo del volontariato e delle organizzazioni non lucrative.
Il premier Mario Monti ha comunicato mercoledì al vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca la questione.
La Cei (Conferenza episcopale italiana) ha detto che “ogni intervento volto a introdurre chiarimenti alle formule vigenti sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità”, con l’avvertenza che “sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit”.
Una misura che apporterà beneficio alle casse dei comuni e quindi anche a Brescia, dove la amministrazione sta mettendo a punto una serie di interventi volti a mantenere i rigidi vincoli imposti dal Patto di stabilità e recuperare il gap sulla previsione di Bilancio per il 2012.
Gli stessi comuni però si sono anche detti stupiti della decisione del Governo, assunta senza la consultazione degli enti stessi.
La decisione di Monti arriva proprio alla vigilia della cerimonia per i Patti Lateranensi nella quale il premier e i rappresentanti dell’esecutivo incontreranno, nell’ambasciata italiana presso la Santa Sede, i vertici del Vaticano, il presidente della Cei Angelo Bagnasco e il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.
La Chiesa, tramite lo stesso Bagnasco, nei mesi scorsi, aveva “aperto” alla possibilità dell’introduzione dell’Ici sugli immobili ecclesiastici , rendendosi “disponibile a chiarire, a fare alcune precisazioni, qualora queste precisazioni si rivelino necessarie”.
Quattro le linee guida per la nuova Ici sul mondo degli enti non commerciali: l’esenzione farà riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività commerciale; verranno abrogate le norme che prevedono l’esenzione per i luoghi nei quali l’attività non commerciale non sia esclusiva ma solo prevalente; l’esenzione sarà limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale e verrà introdotto un meccanismo di dichiarazione, vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministero dell’economia per individuare il rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno dello stesso immobile.

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