Cgil: “Senza la Cig 30mila disoccupati in più”

Così il segretario provinciale Damiano Galletti commenta l’ipotesi prospettata dal ministro Fornero. E il sindacato nel 2011 chiude con 630 iscritti in più.

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(p.f.) “Se verrà abolita la cassaintegrazione strutturale, a Brescia ci saranno 30mila disoccupati in più”.
Così il segretario provinciale di Cgil Brescia Damiano Galletti commenta l’ipotesi prospettata dal ministro Fornero. “In queste ore”, ha spiegato Galletti, “si è aperta la discussione su quanto ha affermato il ministro Fornero circa gli ammortizzatori sociali. Se, come è nelle intenzioni del governo, saranno abolite cassaintegrazione straordinaria, in deroga e contratti di solidarietà, prevediamo che a Brescia ci saranno 30mila disoccupati in più”. Sono 30mila, infatti, i lavoratori che ne usufruiscono, 18.638 solo fra i metalmeccanici.
“Il problema”, ha aggiunto Galletti, “è che questi lavoratori perderebbero la titolarità del posto di lavoro, e si svuoterebbe anche il ruolo del sindacato, che non avrebbe più possibilità di intervenire ai tavoli sulle crisi aziendali”. Considerazioni che arrivano nel giorno in cui invece si commentano i positivi dati della campagna di tesseramento 2011 del sindacato di via Folonari, che ha fatto registrare uno 0,55% in più di iscritti.
Sono 114.520, infatti, i lavoratori che hanno scelto di iscriversi alla Cgil nel 2011, contro i 113.890 del 2010. A questi si devono aggiungere gli 11.812 iscritti alle associazioni legate alla Cgil, come Auser (7.200), Sunia (3.570) e Federconsumatori (1.043). Entrando nel dettaglio delle singole categorie, si registra un leggero calo nelle iscrizioni allo Spi (pensionati), alla Fisac (bancari), a F.P. (pubblico impiego) e Filctem (settore tessile); segno più, invece, per le iscrizioni per Filcams (commercio, turismo, servizi), Flc (scuola), Slc (grafici-poste), Flai (agroalimentare), Nidil (precari). Restano stabili Fiom (metalmeccanici), Fillea (edili) e Filt (trasporti).
“Risultati molto importanti”, ha commentato Pierluigi Cetti, della segreteria di Cgil Brescia, “frutto della grande mole di lavoro svolto. Questi dati, poi, non riguardano l’intera provincia: resta esclusa la Val Camonica, dove opera un distaccamento della Camera del Lavoro”. In crescita anche le iscrizioni degli immigrati, che in numero assoluto sono 9.880, un 5,65% in più rispetto al 2010, e che rappresentano il 19,56% del totale degli iscritti attivi.
“Questi numeri”, ha continuato Cetti, “sono lo specchio dell’incidenza degli stranieri nel mondo del lavoro dipendente, e sono una conferma della condivisione della linea della Cgil Brescia sul tema generale dell’immigrazione e delle battaglie contro il razzismo istituzionale”. Importante anche la percentuale di lavoratrici iscritte al sindacato: in totale, le donne rappresentano il 40,17%.
Per quanto riguarda l’attività del sindacato, in forte aumento sono le richieste per le domande di sostegno al reddito (24.860 le pratiche aperte dal patronato) così come aumenta il lavoro dell’ufficio vertenze che ha ricevuto 5.150 contatti per consulenza da parte dei lavoratori. 38mila, invece, gli stranieri che si sono rivolti agli sportelli immigrati. Sportelli che hanno inviato in via telematica 8.614 pratiche per rinnovo del permesso di soggiorno, carta di soggiorno e ricongiungimenti famigliari.
“Il tema del lavoro”, ha concluso Galletti, “è ovviamente centrale in questo quarto anno di crisi. Siamo soddisfatti perché il 27 gennaio sarà formalizzato il tavolo sulla crisi in Prefettura. La tensione sociale resta comunque molto alta. Anche per questo, abbiamo chiesto a Cisl e Uil di poter organizzare assemblee unitarie nei posti di lavoro, per discutere tutti insieme del documento unitario che è stato siglato a livello nazionale”.

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