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Bossi: “Faccio cadere la Giunta lombarda”

Se Berlusconi "non toglie la spina al governo Monti". Il governatore Formigoni: "Impegni elettorali da rispettare; le indagini non riguardano solo gente del Pdl".

(red.) Umberto Bossi da piazza Duomo ha minacciato di far cadere la giunta della Regione Lombardia se Silvio Berlusconi non toglie la spina al governo Monti.
Il Carroccio in giunta è rappresentato da cinque assessori, uno dei quali, Andrea Gibelli, è anche vicepresidente, ha un sottosegretario e pure il presidente del consiglio regionale, Davide Boni. ”A Berlusconi”, ha detto Bossi dal palco di piazza Duomo, dove si è svolta la manifestazione del Carroccio che ha radunato anche migliaia di militanti bresciani giunti a Milano con diversi pullman, “dò un suggerimento, la Lega ti chiede di far cadere questo governo infame o non riuscirà a tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno”.
Il riferimento è all’ultimo, in ordine di tempo, scandalo giudizioario che ha investito la segreteria di presidenza con il mandato di arresto per Massimo Ponzoni (Pdl) per il crac di Pellicano, ma anche alla vicenda di presunte tangenti che  ha portato in carcere il bresciano Franco Nicoli Cristiani (ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo), che deve rispondere di corruzione e di traffico illecito di rifiuti.
Il presidente della regione Roberto Formigoni ha replicato ricordando al leader leghista che ci sono impegni elettorali da rispettare e che non è interesse di nessuno innescare reazioni a catena: ”Metterebbero a rischio diverse amministrazioni del Nord. Abbiamo valutazioni diverse in sede nazionale sul governo Monti, ma in Lombardia, Veneto e Piemonte e in tante province e città abbiamo fatto accordi elettorali davanti ai cittadini e abbiamo tutti il dovere di rispettarli”. Sugli arresti e le inchieste giudiziarie, inoltre, ha replicato: ”Le indagini in corso in Regione Lombardia non riguardano la Giunta, ma consiglieri di opposizione e di maggioranza, non solo del Pdl”.
Più dura la reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno: ”Le rozze e disgustose minacce di Umberto Bossi vanno rinviate al mittente senza alcuna esitazione. Non possiamo e non vogliamo accettare ricatti, anche perchè la Lega non ha i numeri per far cadere la giunta della Lombardia mentre il Pdl è determinante per sostenere i governatori leghisti del Veneto e del Piemonte”.
Una richiesta di coerenza è arrivata invece dal Pd lombardo con il segretario Maurizio Martina: ”Ma la Lega ci fa o ci è? Adesso devono finire i doppi giochi padani. Dopo le dichiarazioni di oggi di Bossi, a proposito della vicenda lombarda, la Lega sia coerente con se stessa: stacchi la spina della Giunta regionale in cui siede da ben sette anni e si vada al voto”.
Secondo il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, ‘‘Bossi a Milano ha messo in scena la deriva della Lega: nessun senso delle istituzioni e del Paese, incredibile scambio proposto tra governo dell’Italia e quello della Regione Lombardia”.
”Non si può tenere una scarpa a Roma e una in Lombardia”: così l’ex ministro Roberto Calderoli ha parlato del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al microfono di David Parenzo, l’inviato del programma de LA7 In Onda, all’interno di un servizio trasmesso nella puntata di domenica sera. Alla domanda ”Formigoni dovrebbe tremare?” Calderoli ha risposto: ”Oppure può dare un consiglio a Berlusconi. Abbiamo messo il Signor Monti in mobilità”; ”con le Idi di Marzo va a casa e poi si potrà dire ‘tu quoque Silvio fili mi”’, ha detto Calderoli.

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