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Manovra, è sciopero dei sindacati

La manifestazione di protesta è stata indetta per lunedì 12 dicembre, ma le sigle sindacali Cgil, Cisl e UIl per ora sono divise sulle modalità. Mercoledì un vertice.

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manifestazione della Cgil di Brescia(red.) Sciopero, per ora separato, di tutti i sindacati, lunedì prossimo, contro la manovra considerata iniqua. Il fronte unitario contro le misure che a loro giudizio colpiscono duramente lavoratori e pensionati sembra frantumarsi ancor prima di essere ricompattato: Cisl e Uil, in una conferenza stampa congiunta nel primo pomeriggio, hanno annunciato che lunedì 12 scenderanno in piazza per uno sciopero-protesta di due ore (le ultime due del turno), con presidi davanti alle Prefetture e a Roma davanti al Parlamento.
In attesa delle decisioni delle segreterie nazionali anche i sindacati bresciani, pronti a scendere ein piazza contro una manovra definita iniqua.
Alla loro iniziativa si associa l’Ugl. La Cgil, più tardi, ha proclamato uno stop di 4 ore, sempre lunedì prossimo, con manifestazioni in concomitanza con l’avvio del percorso in Aula alla Camera, mentre i presidi partiranno già da domani. Chiedono che venga modificata.
La data è la stessa, il 12 dicembre. Le iniziative vedono, al momento, Cgil, Cisl e Uil ancora divisi. Ma mercoledì 7 i tre segretari generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si vedranno per fare il punto sulla manovra: l’incontro è fissato per le 8 del mattino nella sede nazionale della Uil. Non è escluso che quella possa essere l’occasione per valutare una eventuale convergenza delle iniziative.
Lunedì, alla luce del varo della manovra da parte del Cdm, tutti e tre hanno subito espresso forti critiche e Camusso ha rivolto a Cisl e Uil la richiesta di una riunione unitaria.
Cisl e Uil hanno annunciato lo sciopero per protestare contro le misure sulle pensioni ed il fisco e per ”richiedere con forza di aprire il negoziato”: questo è un ”punto fermo”, ha spiegato Bonanni, parlando di una manovra ”senza equilibrio”, ”a senso unico”. E attaccando l’esecutivo per averla varata ”senza trattativa, senza un confronto serrato, senza concertazione” con le parti sociali: previdenza e fisco ”sono materie nostre, non si e’ avuta la possibilità di discutere nemmeno un minuto.
Siamo molto preoccupati”, ha aggiunto Bonanni, tanto che arriva a parlare di ”attentato al sindacalismo confederale”.
Anche Angeletti ha sottolineato la mancanza della ”parola equità”: le lacrime di ieri del ministro del Welfare, Elsa Fornero, sono a suo avviso la manifestazione di un ”disagio” avvertito in tal senso. Ma il leader della Uil, che paventa il rischio che ”tra 12 mesi ci sia un’altra manovra, magari già programmata”, ha assicurato che ”vogliamo salvare l’Italia ma anche gli italiani, ovvero la maggioranza dei lavoratori. Non ci rassegniamo fino a quando non raggiungeremo l’obiettivo di aprire una trattativa con il governo”.
La Cgil ha ribadito che la manovra ”contiene poche novitàpositive (su crescita e infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come equa”, ma anzi addossa ”su lavoratori e pensionati (giaà colpiti dalle precedenti manovre) un carico pesantissimo”.

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