Richiami vivi, “Lombardia bacchettata da Monti”

Spiega la Lac: "il consiglio dei ministri del governo Monti ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge con cui il Pirellone approvava il piano di cattura".

(red.) Nuovi problemi per i cacciatori che utilizzano i richiami vivi? Molto probabile, almeno secondo la Lac, la Lega per l’abolizione della caccia. Secondo gli animalisti, nella seduta di lunedì, il consiglio dei ministri del governo Monti ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale della Lombardia n. 16 del 26 settembre scorso, con cui il Pirellone approvava il piano di cattura dei richiami vivi per approvvigionare nella stagione venatoria 2011/12 i cacciatori da appostamento che sfruttano uccelli selvatici.
“E’ stato rilevato dal Governo  che”, spiega la Lac, “vi era l’assenza del parere obbligatorio dell’ Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, mancano i presupposti previsti dalla direttiva comunitaria per la tutela dell’avifauna n. 147 del 2009, che peraltro richiede il requisito dell’assenza di soluzioni alternative (ad es. richiami allevati e non prelevati in natura). Inoltre blindare con legge regionale il provvedimento, che dovrebbe essere amministrativo, impedisce il tempestivo eventuale annullamento del governo, che ne ha facoltà in caso di disposizioni regionali irregolari.
“Si tratta Ancora una volta di una penosa figuraccia del consiglio regionale della Lombardia”, commenta in chiusura la Lega per l’abolizione della caccia, “che contro il parere della maggioranza dei suoi cittadini si ostina pervicacemente a blandire una frangia di cacciatori che ancora ricorre al barbaro sistema degli uccelli selvatici catturati nei roccoli (quelli del Bresciano stoppati recentemente dal Tar) , rinchiusi in piccole gabbie, per  attirare i migratori a tiro di schioppo, in spregio alla normativa internazionale a tutela del patrimonio faunistico”.

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