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Moschea di viale Piave, petizione della Lega

Il Carroccio ha promosso la raccolta firme di protesta contro la decisione del Consiglio di Stato di restituire l'agibilità al centro islamico Minhaj ul quaran.

(red.) In seguito alla decisione del Consiglio di Stato di accogliere l’appello del centro culturale islamico Minhaj ul quaran e di sospendere quindi l’ordinanza del comune di Brescia, confermata in prima istanza dal Tar, che prevedeva l’inagibilità e l’ordine di rispettare la destinazione d’uso a magazzino dei locali di viale Piave 203, la sezione cittadina della Lega Nord- Lega Lombarda ha deciso di organizzare una raccolta firme in viale Piave, prevista per sabato 8 ottobre, a partire dalle 15,30.
“La Lega Nord vuole dar voce alla protesta dei residenti della zona e di tutti quei bresciani stanchi di essere presi in giro”, ha dichiarato Matteo Rinaldi segretario cittadino della Lega Nord- Lega Lombarda. “Sabato 8 ottobre, a partire dalle 15,30, ci sarà dunque in viale Piave un gazebo per raccogliere le firme e protestare contro questa ignobile decisione. Ancora una volta si cerca di privilegiare i presunti diritti degli islamici presenti nella nostra città, tra cui probabilmente figura più di qualche clandestino, a discapito dei bresciani e di tutti quei cittadini onesti che non chiedono altro che poter vivere serenamente il proprio quartiere”.
“Davvero non si capisce”, ha aggiunto Rinaldi, “come qualcuno possa mettere in dubbio il fatto che le funzioni religiose praticate in un garage o in una cantina di pochi metri quadri non rappresentino un serio pericolo per la sicurezza di tutti. A Brescia i diritti costituzionali sono ampiamente garantiti, più che in altre città, dalle due moschee già esistenti. Non esiste dunque l’esigenza di mettere in pericolo la vivibilità di un quartiere come quello di viale Piave per offrire altri luoghi di culto clandestini”.
“La Lega”, ha concluso il segretario cittadino, “non farà cadere la questione, in attesa della decisione definitiva del Tar. Terremo alta la guardia, appoggiando le iniziative del vicesindaco Rolfi e dell’amministrazione comunale e scendendo in strada per dar voce a tutti i bresciani che ancora una volta vedono i propri diritti calpestati”.

 

 

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