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Ex Oviesse, c’è un’ interrogazione

L'ha presentata in Parlamento la senatrice di Api Emanuela Baio sull'acquisto dell'immobile da parte del comune per mezzo della controllata Brixia Sviluppo.

(red.) C’è anche un’interrogazione parlamentare sull’acquisizione dell’immobile ex Oviesse da parte del comune di Brescia tramite la controllata Brixia Sviluppo.
L’ha presentata la senatrice dell’Api Emanuela Baio assieme ad altri cinque colleghi. A pochi giorni dalla notizia del fascicolo aperto dalla Procura di Brescia, su esposto dell’ex candidato sindaco Cesare Giovanardi che puntò il dito sul costo “gonfiato” dei locali, attualmente sede di “Buonissimo”, la senatrice del Terzo Polo ha presentato il documento.
L’interrogazione urgente è rivolta ai ministri Roberto Maroni (Interno) e Giulio Tremonti (Economia) “al fine di verificare la legittimità del contratto d’acquisto”.
Sotto la lente d’ingrandimento il prezzo pagato dal Comune, 8,7 milioni di euro, “troppo alto rispetto alle quotazioni di mercato” che, secondo la senatrice Api dimostrerebbe che l’amministrazione avrebbe consentito alla Brixia “di operare in totale violazione del patto di solidarietà interno”.

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