Tagli ai comuni, i conti dell’Anci Lombardia

In Lombardia la manovra sui comuni peserà per 994 milioni di euro. Pro capite, si tratta di una cifra intorno ai 130 euro per abitante della regione.

(red.) La scure della manovra finanziaria pesa sui bilanci del comuni lombardi per quasi mille milioni. Sono i dati diffusi da Fondazione Ifel sugli effetti economici che i tagli agli enti pubblici locali apporteranno alle casse dei comuni lombardi e bresciani, anche di quelli considerati “virtuosi”.
Un allarme rilanciato con preoccupazione da Anci Lombardia che riferisce come il nuovo piano economico previsto dalla manovra d’agosto graverà sui bilanci dei comuni per 994 milioni di euro, tra obiettivo del patto di stabilità (652 milioni) e tagli dei trasferimenti (342 milioni).
Per Brescia, il saldo è di 21,800 mln, ma i trasferimenti in meno ammontano a 9,368mln di euro.
Per la Loggia che deve “recuperare” 58 milioni per rientrare nel Patto di stabilità si tratta di una situazione pesantissima, ma non sono messi meglio nemmeno altri comuni della provincia, costretti a una rigida contabilità per non essere (ulteriormente) penalizzati.
Scorrendo i dati Ifel anche Lumezzane risente di una decurtazione di trasferimenti pari a 1mln e 5581 euro, con un saldo obiettivo di 1.345,513 euro. Oltre i 600mila euro di tagli anche Chiari (-650.297 euro, per un saldo di 1374.170), Desenzano del Garda (692.842, saldo di 3.521.016), Ghedi (633.969 in meno, a fronte di un saldo obiettivo di 1.207.830) e Montichiari (635.434, saldo: 1.817.222).
Su base regionale il calcolo porta la cifra di 130 euro per cittadino. Soldi cioè di cui le amministrazioni dovranno fare a meno per servizi offerti alla popolazione.
“Tra tagli e rispetto del patto di stabilità si parla di cifre molto alte per i comuni lombardi, che incideranno pesantemente sui bilanci, sulla sopravvivenza dei servizi e sugli investimenti”, ha commentato il Segretario Generale di Anci Lombardia Pier Attilio Superti.
“Si è scelto di rispondere alla crisi economica e finanziaria del paese facendo pesare i provvedimenti in modo eccessivo sulle autonomie locali, e sui comuni in particolare”, ha aggiunto Superti, “nonostante il comparto comunale sia l’unico a oggi ad avere presentato i saldi in attivo. I comuni sono fatti oggetto di tagli che mettono in discussione gli stessi servizi e di tetti di spesa che bloccano gli investimenti. A questi ricordiamo che si devono aggiungere gli effetti dei tagli imposti alle Regioni e ai Ministeri che si scaricheranno sui comuni”.
Venerdì Anci Lombardia partecipa con gli altri comuni alla manifestazione nazionale di Perugia per chiedere insieme a province e regioni, l’apertura di un tavolo congiunto con Governo e Parlamento per la riforma in tempi brevi delle istituzioni, per eliminare duplicazioni di funzioni e vuoti di responsabilità, ritenuti il vero spreco della politica, per definire con precisione le funzioni dei diversi livelli di governo coniugando l’autonomia nella gestione delle risorse alla responsabilità nel rapporto con i cittadini-elettori.
“Verrà anche chiesto al Governo un nuovo Patto di stabilità che non deprima più la crescita e gli investimenti e non metta in crisi la qualità e il livello dei servizi resi alle persone”, ha concluso Superti.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, in visita qualche tempo fa a Concesio, (Brescia) aveva rassicurato gli amministratori annunciando l’impegno a modificare il sistema attuale. “Questo perché”, aveva detto in quell’occasione il ministro, “i nostri sindaci devono poter spendere i soldi che hanno a disposizione”.

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