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Tombe “cancellate”, la Loggia: “Nessun caso politico”

L'amministrazione comunale è intervenuta, con una nota, per spiegare le modalità dell'esumazione dei feti, spostati nell'ossario, e ribadire che è stata seguita la procedura prevista per legge.

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(red.) “Sulle esumazioni di feti avvenute nel mese di settembre al cimitero Vantiniano, il Comune di Brescia ritiene di inviare una nota tecnica dei Servizi Cimiteriali che dà conto del rigoroso percorso di attuazione della normativa effettuato negli scorsi mesi. Inoltre, l’assessore Valter Muchetti nelle prossime settimane risponderà nel merito delle interrogazioni depositate da parte di alcuni esponenti della minoranza nelle sedi opportune, sebbene la vicenda non abbia alcuna natura politica”.
Questa la replica della Loggia, che pubblichiamo interamente, alle notizie apparse sulla stampa in merito allo sconcerto di molte famiglia che hanno scoperto, solo recandosi al cimitero Vantiniano, che i resti dei bambini mai nati o vissuti poche ore erano stati spostati nell’ossario comune.

“Al Cimitero Vantiniano sono presenti quattro riquadri per la sepoltura di feti che provengono dalle strutture ospedaliere della città. Prima della campagna di esumazione, effettuata nel mese di settembre 2021, si trovavano in quell’area circa 3.000 sepolture e lo spazio rimanente era solo di due file. Considerato che tali tipologie di sepoltura avvengono anche per coloro che non sono residenti nel Comune di Brescia, si è ritenuto di procedere a liberare ulteriori spazi per future necessità.

In base al Regolamento di polizia mortuaria approvato con DPR 285/1990 per la sepoltura di feti, i genitori sono tenuti a presentare, entro 24 ore, domanda di seppellimento alla struttura ospedaliera di ricovero, accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto. La struttura ospedaliera invia all’ATS notifica di arresto della gravidanza, indicando la presunta età di gestazione affinché la stessa rilasci il permesso di seppellimento. La Direzione sanitaria dell’ospedale informa il genitore della possibilità di conferire l’embrione al cimitero e di attribuire allo stesso nome e cognome. Il genitore può chiedere che si svolga il rito funebre con seppellimento in altro Cimitero (es. del Comune di propria residenza), o può rinunciare ad effettuare il rito funebre, e in tal caso l’Azienda Ospedaliera procede al solo seppellimento come “parte anatomica riconoscibile”. Il Comune realizza le targhette identificative, le consegna agli ospedali che le appongono sulle scatole biodegradabili, per procedere al trasporto. Gli ospedali tengono i contatti con i genitori informandoli del giorno della inumazione. Il Comune trasporta poi dall’Ospedale al cimitero i contenitori e procede all’inumazione nella stessa giornata.
Fino allo scorso anno, tutti i contenitori venivano ritirati con le denominazioni apportate dalle strutture ospedaliere e il Comune li seppelliva sulla base di tale indicazione. Questo, però, ha creato problemi con i genitori, che lamentavano di non aver scelto la denominazione e si ritrovavano il loro cognome associato ad un nome di fantasia (Celeste), o che non avrebbero voluto denominarlo. Le strutture ospedaliere richiedevano al Comune il trasporto e l’inumazione trasmettendo un elenco con indicazioni dei nomi dei bimbi. Non venivano raccolti i dati di recapito dei genitori per successivi contatti.
Da circa un anno, a seguito di approfondimenti ed accordi con le strutture ospedaliere cittadine, il Comune ha deciso di procedere in modo diverso: se viene indicato espressamente dal genitore il nominativo da attribuire al feto, si procede al seppellimento provvisorio riportando sulla lapide una targhetta con nome e cognome. Se, invece, non viene indicato dal genitore alcun nominativo, si procede al seppellimento riportando sulla lapide provvisoria una targhetta con un numero identificativo. Le strutture ospedaliere, prima di effettuare il trasporto e l’inumazione, informano i genitori del giorno in cui è prevista l’inumazione e chiedono che l’interessato rilasci direttamente al Comune i dati di contatto e l’indicazione in merito all’esposizione della denominazione sulla sepoltura.

Quindi, solo nell’ultimo anno la Direzione Cimiteri dispone dei dati per contattare direttamente i genitori, anche per la futura esumazione. Per quanti seppelliti in epoca antecedente, non vi è modo di recuperare i dati di contatto dei genitori, in possesso solo dell’ospedale e soggetti alla tutela della privacy, quindi non conoscibili, e che possono riguardare soggetti residenti in ogni altro Comune d’Italia.

Per quanto riguarda le operazioni di esumazione, il regolamento Cimiteriale del Comune, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 386/4234 del 7.2.1990, all’art. 39 stabilisce che l’esumazione dei feti e nati morti possa avvenire trascorsi 5 anni dalla sepoltura. Negli anni 2020 e 2021 sono stati pubblicati all’Albo Pretorio i seguenti avvisi di esumazione: – Avviso P.G. n. 236672 del 21.10.2020 – Avviso P.G. n. 94793 del 23.04.2021 – Avviso P.G. n. 125372 del 27.05.2021, e hanno riguardato i feti seppelliti dal 2007 fino all’inizio del 2016. Il Regolamento regionale n. 6 del 2004 art. 20 prevede che l’avviso sia affisso all’albo e nella bacheca d’ingresso del Cimitero almeno 90 giorni prima dell’inizio delle attività. Le operazioni di scavo per le esumazioni di cui agli avvisi relativi al 2021 sopra indicati sono iniziate il 14 settembre, ben oltre i 90 giorni prescritti. Oltre alla pubblicità sopra prevista, sono stati affissi i medesimi avvisi anche sul perimetro dei riquadri interessati dall’esumazione, su appositi supporti metallici, ben visibili ai visitatori del cimitero. Gli avvisi non hanno il consueto elenco dei nominativi dei sepolti in quanto, per motivi di privacy, si è ritenuto di comunicare di rivolgersi ai custodi e agli uffici per richiedere informazioni.
Per l’avvio delle operazioni è stata data la precedenza alle sepolture per le quali vi erano richieste da parte dei familiari che, avendo firmato il verbale, sono stati ricontattati per partecipare in presenza. Prima di iniziare, sono stati raccolti tutti gli oggetti non deteriorati dagli agenti atmosferici (tipo statuette, peluche o giochi) e posti in scatole chiuse e deposte in magazzino per essere resi successivamente ai parenti che li richiedessero. Tutti i resti e le targhette identificative rinvenuti sono stati catalogati e conservati in un deposito chiuso. La normativa prevede che i resti ossei siano custoditi dal Comune per ulteriori 90 giorni e successivamente si può procedere allo sversamento in ossario comune. Tuttavia, data la numerosità delle operazioni svolte e per offrire agli interessati la possibilità di ricevere, rivolgendosi alla Direzioni Cimiteri di via Milano, chiarimenti e recuperare quanto ritrovato, si manterrà in deposito quanto rinvenuto fino al 30.4.2022″.

 

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