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La Cina a Brescia: “Questa mostra non s’ha da fare”

L'Ambasciata cinese al Comune che ospita l'esposizione dell'artista dissidente di Pechino Badiucao, definito il "Banksy cinese". Ma la Loggia non ci sta: "La mostra si fa".

(red.) “Cancellate quella mostra”. Più che un invito, un vero e proprio diktat quello che si legge nella lettera dell’Ambasciata cinese in Italia arrivata al Comune di Brescia nei giorni scorsi in cui viene “chiesto” di non procedere con l’ esposizione, prevista a Santa Giulia dal prossimo 13 novembre in cui vengono esposte le opere dell’artista dissidente cinese Badiucao. Lo riferisce il Giornale di Brescia.

Un’ esposizione di colui che viene definito il “Banksy cinese”, artista poliedrico dalle mille vite e mille mestieri che con le sue immagini pop ed irriverenti sbeffeggia il regime di Pechino, difendendo i diritti umani, avrebbe dunque causato qualche mal di pancia nella patria (in esilio) dell’artista.

Badiucao

Le opere di Badiucao non sono mai state esposte in Occidente: fino al 2019 l’artista non ha mai mostrato il proprio volto nè rivelato la propria vera identità. Lo ha fatto nel trentennale dell’anniversario di Piazza Tienanmen.

L’artista di Shanghai presenta il suo percorso ne “La Cina
(non) è vicina. Opere di un artista dissidente” , in programma dal 13 novembre al13 febbraio, all’interno del “Festival della Pace.

Badiucao era già entrato nel mirino di  Xi” Jinping, che, nel 2018, fece pressioni per annullare una sua mostra ad Hong Kong.

Le opere del dissidente cinese, che da anni vive in esilio in Australia, secondo l’ambasciata “sono piene di bugie anti-cinesi, distorcono i fatti, diffondono false informazioni, fuorviano la comprensione del popolo italiano e feriscono gravemente i sentimenti del popolo cinese mettendo in pericolo le relazioni amichevoli tra Cina e Italia”.

Non solo, la disponibilità ad ospitare la rassegna di Badiucao, procura “forte insoddisfazione per l’organizzazione della mostra menzionata e chiede al Comune di Brescia di agire rapidamente per cancellare le attività sopraccitate”.

La missiva fa riferimento anche alle relazioni economiche intessute tra Italia e Cina  e “la cooperazione tra i due Paesi nei campi  della cultura, del turismo, della scienza e dell’istruzione ha raggiunto risultati significativi, che hanno notevolmente rafforzato gli scambi e l’amicizia tra i due popoli”. Con un richiamo all’anno che verrà, il 2022 in cui “rinnoviamo insieme l’anno della cultura e del turismo Cina-Italia e i due Paesi ospiteranno congiuntamente una serie di attività culturali e turistiche in molti luoghi dei due Paesi».

Ma il sindaco Emilio Del Bono ha dichiarato che “la mostra non si cancella”, inviando la risposta all’Ambasciata cinese in Italia in cui si evidenzia che “La critica sociale fa parte delle funzioni dell’arte”.

Nel 2020, Badiucao è stato insignito del Premio “Václav Havel Prize for Creative Dissent”, destinato ad artisti che denunciano le dittature. /

La mostra a Brescia prevede anche l’esposizione di un’altra artista dissidente, la curda  Zehra Dogan, la quale, a motivo delle sue denunce sulle condizioni delle donne, è finita in carcere per tre anni.

 

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