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Jacobs, veleni e sospetti di doping sull’oro olimpico

Il Washington Post ed il Times evocano l'ombra del doping sulla vittoria dell'atleta bresciano. Malagò: "Spiace che qualcuno non ammetta la sconfitta".

(red.) La prima medaglia d’oro per l’Italia nella storia dei 100 metri piani e subito si alzano le polemiche sulla “regolarità” della vittoria del desenzanese Marcell Jacobs, trionfatore nella gara più iconica dei Giochi Olimpici.

A sollevare dubbi (che puzzano tanto di invidia) il Washington Post che commenta la vittoria del bresciano affermando che “sarebbe ingiusto accusare Jacobs: a lui va dato il beneficio del dubbio, ma all’atletica no”,  insinuando che la vittoria dell’atleta sia legata al doping.

Il quotidiano statunitense prima lancia il sasso (anzi il macigno, vista la portata delle allusioni) e poi ritira la mano, ammettendo che  l’accusa è rivolta soprattutto all’atletica mondiale “disseminata di campioni pop up rivelatisi poi imbroglioni col doping”.

Sospetti legati alla rapida ascesa dell’outsider Jacobs, nome che non era tra i favoriti a Tokyo e che ha spiazzato tutti con la sua straordinaria vittoria. “Non è colpa sua se la storia dell’atletica leggera fa sospettare per i miglioramenti così improvvisi e così enormi”, scrive il quotidiano.

E anche il Times si allinea a questo clima di congetture, affermando che “da Ben Johnson a Gatlin a Coleman, l’arrivo di una nuova stella mette in allerta”, Il giornale inglese non si ferma qui, ma aggiunge pure che delle 50 migliori prestazioni mondiali dei 100, a parte le 14 realizzate da Bolt, 32 su 36 sono di velocisti poi risultati positivi.

Un tentativo di sporcare la vittoria ottenuta da Jacobs con sacrificio, dedizione e volontà.  Accuse che sembrano piuttosto un tentativo mal riuscito di “difendere” gli atleti delle proprie squadre, nomi ben più noti e più quotati di quelli dell’italiano, che non hanno ottenuto i risultati sperati.
Veleni gratuiti e polemiche sterili che puntano a macchiare una prestazione eccezionale, ottenuta con sudore e dedizione dal 27enne bresciano.

A queste (non troppo) velate accuse ha risposto Giovanni Malagò:   “Jacobs accusato di doping?” ha detto il presidente del Coni rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti, “le considerazioni di alcuni vostri colleghi sono veramente fonte di grande dispiacere e anche imbarazzo sotto tutti i punti di vista”.
“Dispiace”, ha aggiunto, “che qualcuno dimostri di non saper accettare la sconfitta”. “Oggi”, ha aggiunto Malagò, “ha risposto bene Paolo Camossi, allenatore di Marcell. Parliamo di atleti che vengono sottoposti quotidianamente ai controlli antidoping e quando fanno un record tutto si raddoppia. Il numero dei test è impressionante. Per questo la mia è una difesa a spada tratta di Marcell”.

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