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Pranzo con uccelli protetti in Comunità Montana, “li ha portati un tirocinante”

Armando Sciatti e Fabrizio Veronesi hanno spiegato l'episodio di venerdì 16 aprile, conclusosi con un sequestro delle forze dell'ordine.

(red.) I dirigenti della Comunità Montana di Valle Trompia, Armando Sciatti e Fabrizio Veronesi, sono intervenuti sulla vicenda del cosiddetto pranzo fuorilegge di venerdì 16 aprile.
“Sabato 3 aprile il Giornale di Brescia ha riportato la notizia che la Comunità Montana di Valle Trompia è risultata la maggior beneficiaria in Provincia di Brescia dei Fondi Regionali per la prevenzione incendi e calamità naturali, per oltre 1 milione di euro. Questo risultato è stato raggiunto grazie al lavoro straordinario profuso unitamente dai dipendenti di Sevat (la società in house di Comunità montana Valla Trompia) e di Comunità stessa, che si impegnano in progettualità anche a supporto dei comuni meno dotati di personale al fine di raggiungere obiettivi di evidente interesse pubblico come questi”.

E poi cosa sarebbe successo? “Per consolidare lo spirito di gruppo necessario per produrre simili risultati”, si legge nella nota, “il dirigente dell’Area Tecnica ha immaginato di tenere un breve seminario formativo presso la sala che normalmente ospita in questo periodo le riunioni più numerose (ovvero quella che consente la compresenza fino a 40 persone in regime di distanziamento controllato) al termine del quale era prevista la distribuzione di un rinfresco, da consumarsi anche successivamente ciascuno nei propri uffici”.

“Si fa presente”, scrivono i dirigenti, “che ogni giorno i dipendenti in servizio, nel pubblico come nel privato, in questo periodo di restrizioni pranzano sulle proprie scrivanie, portando cibo da casa o da asporto. Unica variante per la circostanza di venerdì 16 (primo evento in Comunità Montana di questo tipo) era che il cibo sarebbe stato portato per tutti dai partecipanti di un solo ufficio, per stimolare un rafforzamento dei principi di competizione, sempre con finalità di team building”.

“E’ evidente che nessuno poteva immaginare che un componente dell’ufficio prescelto, un giovane tirocinante in servizio presso l’ente da soli tre mesi, senza aver comunicato e richiesto il consenso ad alcuno, ancorché ai responsabili degli uffici, ha portato, già cotte e cucinate, le specie avicole protette poi finite sotto sequestro. L’interessato ha già chiarito nei verbali resi agli inquirenti di avere agito spontaneamente, senza compenso alcuno, ed avendo tenuto all’oscuro della cosa la dirigenza, che peraltro è intervenuta nella sala solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine”.
“Si tratta quindi”, concludono i due dirigenti presenti al rinfresco, “della incresciosa e certamente esecrabile conclusione di una iniziativa invero partita con le migliori intenzioni e comunque anche nei fatti finali ben lontana dalle visioni fantasiose e sensazionalistiche riportate dalla stampa e dai commenti social”.

Commenti

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  1. Scritto da paolopezzotti

    Ridicola e puerile difesa d’ufficio, in un italiano scomposto…..! Meglio sarebbe risultata una coerente e onesta assunzione di responsabilità.