Lombardia zona arancione da domenica 24 dopo le polemiche

Oggi è arrivata l'ordinanza del ministro Speranza. Indice di contagio Rt a 0,84. Ecco cosa si potrà tornare a fare.

(red.) Nel pomeriggio di ieri, venerdì 22 gennaio, era prevista la consueta conferenza stampa settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità per fare il punto sul monitoraggio. Ma questa è stata spostata a stamattina, sabato 23. Il motivo? Al centro della questione c’è il caso Lombardia che probabilmente sarà affrontato anche all’interno dello stesso punto stampa. E si fa riferimento ai dati che hanno portato la nostra regione ad andare quasi in lockdown dallo scorso 17 gennaio per effetto della zona rossa e quando in realtà i numeri sarebbero stati da zona arancione. Queste ore sono ricche di polemiche tra il Pirellone e il Governo, con al centro il capire di chi sia la responsabilità.

Anche se ieri sera, venerdì, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un documento firmato in cui emerge che sarebbe stata proprio la Lombardia, il 20 gennaio, a rettificare i dati inviati alla Capitale. In ogni caso, aldilà delle polemiche, con tanto di reazioni politiche da una parte e dall’altra e anche dalle associazioni di categoria, i lombardi hanno dovuto fare fronte per quasi una settimana a negozi non indispensabili costretti alla chiusura e studenti dalla seconda media fino alle superiori in didattica a distanza. Oggi, sabato 23 gennaio, è arrivata l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che ha posto ufficialmente la Lombardia in zona arancione da domani, domenica 24.

Rispetto a quella rettifica dei dati che il Pirellone avrebbe fatto, l’indice di contagio Rt non sarebbe stato di 1,4, ma di 0,88, quasi la metà. E attualmente, in base ai dati dell’ultimo monitoraggio aggiornato al 20 gennaio, la Lombardia ha un indice di contagio di 0,84, inferiore a 1 e quindi almeno da zona arancione. Ieri sera nel dibattito è intervenuto anche il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia ha sottolineato che dalla “Lombardia fanno fatica ad ammettere l’errore e i ristori a chi è in zona rossa comunque arriveranno“. Ieri anche il governatore Attilio Fontana ha sostenuto in ogni caso come il ricorso al Tar del Lazio, di cui si attende il pronunciamento lunedì 25 gennaio, abbia avuto il suo effetto. Al momento il monitoraggio porta la Lombardia a rischio “moderato” e da zona arancione.

Quindi, cosa si potrà fare da domani, domenica 24, nel momento in cui è atteso il passaggio nel nuovo “colore”. Di certo, da lunedì 25 o qualche giorno più tardi per quanti devono organizzarsi, gli studenti delle seconde e terze medie possono tornare in presenza al 100% e quelli delle superiori dal 50 al 75%. Bar e ristoranti devono restare chiusi, ma possono fare servizio d’asporto (i bar solo fino alle 18) e a domicilio e possono riaprire tutti i negozi, ma non i centri commerciali nei fine settimana. Si potrà tornare liberamente a muoversi nel proprio territorio comunale e le uscite sono ammesse solo con l’autocertificazione. Niente spostamenti tra regioni, resta la possibilità di fare visita in massimo due persone (non conteggiati under 14, disabili e non autosufficienti) ad amici e parenti e resta il coprifuoco dalle 22 alle 5. Si può tornare a fare attività motoria in tutto il proprio Comune e quella sportiva anche all’esterno. Infine, ci si può muovere da paesi con meno di 5 mila abitanti non oltre i 30 km e non verso i capoluoghi.

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