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Brescia, badante si ammala di Covid e ospedale presenta conto per le cure

Alla donna, poi guarita, erano stati negati il medico e un'ambulanza dalla famiglia presso la quale lavorava.

(red.) E’ una brutta storia quella che arriva dal territorio bresciano in questo periodo di seconda ondata da Covid-19. E colpisce una donna di 50 anni, ucraina e di professione medico, che all’arrivo in Italia ha trovato un posto di lavoro come badante in una famiglia. Ma senza alcun contratto di lavoro e con uno stipendio da 1.000 euro. La sua situazione è raccontata dal Giornale di Brescia nel momento in cui nel contesto familiare dove lavorava si è sviluppato un focolaio. E anche lei si è ammalata.

Tuttavia, le sono stati negati un medico e un’ambulanza, chiamata solo nel momento in cui la donna, uscendo di casa, si è accasciata a terra. Portata in ospedale, è peggiorata finendo in terapia intensiva, mentre l’ospedale ha anche verificato un problema nel codice fiscale e di fatto la 50enne è stata considerata una clandestina.

Tanto che alla fine della degenza e dopo essere guarita la struttura sanitaria le ha chiesto un conto di alcune migliaia di euro per le cure. Per questo motivo della situazione si è interessata il sindacato che ha presentato una denuncia e portando l’ospedale a sostenere le cure coperte dal Servizio sanitario nazionale. Nel frattempo l’ucraina è stata portata in una struttura convenzionata dove trascorrere la convalescenza.

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