Coronavirus, prefetto di Brescia contro le Polizie locali. “Impegno ridotto”

Il massimo rappresentante del Governo in provincia pone l'unica eccezione dell'impegno della Locale cittadina.

(red.) Nella prima fase della pandemia sanitaria da Covid-19, durante tutto il periodo del lockdown da marzo fino alla metà di maggio, sono stati eccezionali. Ma in seguito e anche in questo periodo della seconda ondata il loro impegno si sarebbe ridotto. E’ un attacco, quello rivolto dal prefetto di Brescia Attilio Visconti, all’indirizzo delle Polizie locali dei paesi in provincia. Tutto questo è contenuto in una mail, il cui testo è riportato dal Giornale di Brescia, inviata proprio ai vari comandi. Una lettera in cui si pone solo l’eccezione della città di Brescia dove gli agenti starebbero continuando a fare bene il proprio lavoro.

Tra l’altro, questo messaggio non ha raggiunto soltanto i sindaci, ma anche tutte le altre forze dell’ordine che ne sono venute ora a conoscenza. “Dopo l’ottima collaborazione registrata durante la prima fase della pandemia – scrive il prefetto nel messaggio riportato dal quotidiano bresciano – si è rilevato che il contributo delle polizie locali è venuto gradualmente meno. E questo è emerso in una recente seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Bisogna invece dare nuovo impulso ai controlli in questione perché il contenimento della pandemia passa anche attraverso diffuse attività di controllo e quindi azioni sanzionatorie”.

In particolare, agli agenti delle varie Polizie locali viene recriminato il fatto di non aver più inviato ogni giorno il prospetto di sintesi ai comandi di compagnia dei carabinieri del territorio e da elaborare da parte della prefettura. Ma la lettera non ha mancato di provocare reazioni nei diretti interessati. Tanto che l’Associazione delle Polizie locali di Brescia, tramite la presidente Gianfranca Bravo, si dice rammaricata, “ma non è venuto meno l’impegno, l’abnegazione e il sacrificio di tantissimi operatori della Polizia locale” scrivono in una risposta riportata dallo stesso quotidiano bresciano.

“L’unica incombenza che può essere venuta meno – aggiungono – è l’invio dei prospetti di sintesi dei controlli ma nessuno ce li ha più chiesti e le attività di controllo e verifica sugli esercizi commerciali, sui pubblici esercizi e sui mercati sono state svolte come sempre, con un riguardo in più alla verifica del distanziamento e l’uso dei dispositivi di protezione. Andiamo a testa alta”. E la stessa lettera accusatoria del prefetto ha lasciato contraddetti anche i sindaci, mentre il presidente della Provincia Samuele Alghisi ha detto che solleciterà i vari Comuni, chiedendo anche interventi al Governo.

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