Niente tamponi negli aeroporti lombardi, “Regione cosa aspetti?”

Sull’argomento intervengono i consiglieri regionali dem Carlo Borghetti e Gianni Girelli.

(red.) In Lombardia i contagi da Coronavirus stanno crescendo in modo preoccupante e l’ultima ordinanza del Presidente Fontana (la n.597 del 15 agosto) per chi rientra in Regione da paesi europei segnalati “a rischio” dal Ministero della Salute (Croazia, Grecia, Malta o Spagna) non prevede la quarantena in attesa del tampone previsto dal Ministero, ma dispone che – in attesa di sottoporsi al tampone presso l’ATS di riferimento- ci si attenga “all’osservanza rigorosa delle misure igienico-sanitarie“, “con particolare riguardo all’uso delle mascherine in tutti i contatti sociali, nonché alla limitazione allo stretto indispensabile degli spostamenti”.

 

Sull’argomento intervengono i consiglieri regionali dem Carlo Borghetti e Gianni Girelli: “Ci chiediamo se l’ordinanza della Regione per chi rientra da Croazia, Grecia, Malta o Spagna sia sufficiente, anche perché le ATS sono in grande difficoltà nel garantire i tamponi a queste persone entro le 48 ore previste. Oltretutto stiamo assistendo nell’ultima settimana a un continuo calo nei tamponi effettuati in Lombardia: perché?! Gallera ha parlato più volte di un potenziale in Regione di oltre 25mila tamponi al giorno. Oggi sono stati poco più di 4mila…  Abbiamo visto dalle notizie di stampa che a Roma-Fiumicino i tamponi in aeroporto si fanno già: quanto ci vuole per far partire l’esecuzione dei tamponi in aeroporto anche a Malpensa e negli altri aeroporti lombardi? Non vorremmo che i lombardi che rientrano dalle vacanze fossero dirottati (o si recassero autonomamente) agli ospedali in cerca di tampone, rischiando di veder ripetere l’errore della Fase1, quando le strutture ospedaliere diventarono loro malgrado luoghi di diffusione del contagio.
Chiediamo a Fontana e Gallera di sostenere e utilizzare adeguatamente i Dipartimenti di Prevenzione delle ATS, che sono le strutture deputate in primis alla lotta al virus, e ci chiediamo: tutti i dipartimenti di prevenzione lombardi hanno la dotazione effettiva di almeno un operatore ogni 10mila abitanti per le prestazioni di contact tracing come indicato dal Ministero della Salute?”

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