Riapertura tra regioni, Lombardia spera e querela Fondazione Gimbe

Il governatore Fontana parla di numeri positivi ed è ottimista. Vie legali contro la Fondazione critica sui numeri.

(red.) Da parte del Governo centrale il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha sottolineato che nel momento delle riaperture dei confini regionali per consentire di nuovo gli spostamenti senza alcuna limitazione si opterà per una riapertura senza distinzioni. Un modo anche per contestare alcune di quelle regioni (Sardegna e Sicilia) che chiedono ai lombardi diretti anche alle mete di vacanza dei certificati o una sorta di passaporto di immunità. Il tema della riapertura tra le regioni dal prossimo 3 giugno continua a restare centrale e su questo fronte la giornata di oggi, venerdì 29 maggio, sarà importante. Infatti, i dati di questa sera e relativi ai casi di contagio registrati nelle ultime settimane potranno dare qualche dettaglio in più.

Tanto che gli esperti, appurati i dati di oggi, dicono di voler attendere ai primi di giugno per consigliare il Governo sulla possibilità di riaprire tutti i confini regionali indistintamente o valutare per alcune ancora a rischio (soprattutto Piemonte e Lombardia) altre misure di sicurezza. In ogni caso, sul fronte della riapertura il governatore lombardo Attilio Fontana si dice ottimista. “Abbiamo esaminato i dati che abbiamo inviato all’Istituto Superiore di Sanità e abbiamo potuto evidenziare come gli stessi siano tutti estremamente positivi. Sono tutti in miglioramento rispetto alle precedenti stime. Questo vuole dire che la situazione sta sostanzialmente migliorando. Ritengo quindi che – dice Fontana – in previsione del provvedimento governativo nel quale si stabilirà la riapertura della circolazione tra le diverse regioni, la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento.

Sono quindi molto confidente sul provvedimento che verrà emanato dal Governo e sono convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia. E sul fatto che i dati in Lombardia siano positivi è d’accordo anche Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e all’Università di Parma. Il professore sottolinea come “non ci sia solo l’indicatore Rt relativo al contagio, ma ventuno parametri. L’algoritmo su cui si basa l’Istituto Superiore di Sanità fa infatti riferimento a 21 valori che esaminano i singoli aspetti di questa malattia (ricoveri, dimissioni, guarigioni, nuovi casi, e altri). Bisogna leggere tutti gli indicatori e avere molta cautela, in particolare per quelli che derivano da nuovi casi. Più che ai dati della singola giornata è necessario fare attenzione ai trend che, in Lombardia, sono in diminuzione. A oggi infatti calano i ricoverati in terapia intensiva e negli ospedali. Tutto lascia intendere, dunque, che possiamo guardare avanti con un moderato ottimismo.

È importante sottolineare un altro segnale importante: in Lombardia – conclude Signorelli – dove c’è una centrale unica per le chiamate di emergenza urgenza, nelle ultime settimane si è tornati, per le urgenze di tipo respiratorio, ai livelli antecedenti il Covid, con pochissimi pazienti nei Pronto Soccorso e quasi nessuno grave da determinare accessi alla terapia intensiva”. Ma nel frattempo proprio per la Lombardia si è acceso uno scontro con la Fondazione Gimbe che ritiene essere errati e fuorvianti i dati forniti dal Pirellone sul contagio. E tanto da consigliare di non riaprire i confini. Su questo fronte il consigliere regionale del Partito Democratico Gianantonio Girelli chiede chiarimenti al Pirellone, che intanto però ha avanzato vie legali.

“La Regione Lombardia – si legge in una nota – attraverso il proprio ufficio legale ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta. Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della Fondazione. Parlando dei dati sanitari del Coronavirus in Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ‘si combinano anche dei magheggi sui numeri’. Accuse intollerabili e prive di ogni fondamento – si legge – per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente. I nostri dati, come previsto dal protocollo condiviso da tutte le Regioni vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all’Istituto Superiore Sanità”.

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