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Mascherine introvabili, farmacisti bresciani: “Siamo esasperati”

La rete delle rivendite attacca le istituzioni nazionali dopo l'annuncio che dal 4 maggio ci sarebbero stati più dpi.

(red.) I farmacisti bresciani sono sul piede di guerra contro quanto era stato promesso, ma non realizzato in pratica, dalle istituzioni nazionali sul fronte della vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 euro (in realtà 0,61, compresa l’Iva). E non solo quelle, ma anche le Ffp2 dotate di filtro stanno diventando introvabili nelle rivendite di tutta la provincia. Una situazione che ha portato la Federfarma a esprimere sdegno e irritazione di fronte a quanto sta succedendo e considerando che, ovviamente, la domanda di mascherine (obbligatorie) da parte dei cittadini sta aumentando.

Dalla rete di farmacie bresciane dicono di aver esaurito le scorte e nemmeno si hanno tempi certi sul momento in cui arriveranno i nuovi prodotti già ordinati da tempo. Clara Mottinelli, presidente della Federfarma, parla di una situazione insostenibile e surreale, contestando lo sbandierato annuncio da Roma sul fatto che dallo scorso lunedì 4 maggio le mascherine chirurgiche da 0,50 euro si sarebbero trovate non solo nelle farmacie, ma anche in diversi negozi tra tabaccherie e supermercati. Peccato che, salvo qualche eccezione, non sia così.

E dall’altra parte si ha invece notizia del fatto che i rifornimenti sono bloccati perché si attende dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Inail la certificazione sulle mascherine da mettere in vendita. E non a caso ieri, venerdì 8 maggio, proprio l’Iss ha dato il via libera alle mascherine realizzate in casa, purché abbiano più strati. Ma non solo, perché in questo frangente sta aumentando la confusione tra i cittadini e addetti ai lavori. Nel nuovo decreto legge ribattezzato Rilancio e allo studio del Governo si parla di mascherine chirurgiche con un costo massimo di 1,50 euro e fino a 9,50 euro per le Ffp3.

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