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Brescia Pride, lotta in maggioranza su patrocinio

Diatriba a distanza tra l'assessore Castelletti e la consigliera Parmigiani che appoggia la giunta. La prima spiega la decisione, la seconda la contesta.

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(red.) Non si placano le polemiche a Brescia dopo che il Comune e nemmeno la Provincia hanno concesso il patrocinio al “Brescia Pride” in programma sabato 17 giugno tra le vie del centro storico. Ma il dissidio non arriva solo dalle associazioni Lgbt che avevano chiesto alle istituzioni di affiancare il loro marchio, bensì anche all’interno della stessa Loggia. E tutto è stato innescato da un lungo post scritto dall’assessore e vice sindaco Laura Castelletti.

“Credo che nessuno possa dire che, in termini d’impegno per il riconoscimento dei diritti e battaglie contro le discriminazioni, la sottoscritta e il gruppo consiliare #BresciaperPassione, non siano sempre stati chiari e in prima linea. Qualche volta la passione al riguardo è stata ritenuta persino “eccessiva” se si tiene conto che si deve convivere in una maggioranza che governa una città “bianca”. L’unico contatto e confronto con il #BresciaPride l’ho avuto molti mesi fa quando una delegazione di #Caramelleinpiedi è venuta in Loggia a presentarmi il programma delle manifestazioni. A fronte di un programma particolarmente interessante ho visto, lo dico molto tranquillamente, con occhio dubbioso il corteo del 17 giugno che sfilerà nel centro della città. Ne ho parlato con loro.

La ragione? Nella mia testa sono passate immagini di carri variopinti, chiappe al vento, corpi inguainati, travestimenti… insomma una carnevalata e una “comunicazione datata” che rischia di farci arretrare rispetto a vittorie importanti come quella appena raggiunta delle unioni civili. Mi sono anche messa in dubbio, forse sbaglio, non so cogliere la provocazione, il messaggio innovatore: mi sono confrontata con amici omosessuali e amiche lesbiche, con Luca Trentini di ArciGay che in una telefonata mi è parso non distante dalle mie riflessioni (credo sia la ragione per la quale non fa parte del comitato promotore, ma vi ha aderito solo successivamente). La maggior parte degli amici interpellati ha detto di pensarla come me, di non riconoscersi nell’evento.

Con il passare dei mesi ho capito che l’iniziativa non poteva essere inserita solo nella stereotipata casella #gaypride immaginata fino ad allora, che stava diventando altro, stava diventando un #Pride che si sforza di unire la città contro le discriminazioni, in un appuntamento sempre più aperto e coinvolgente. Lo sforzo culturale degli organizzatori, il buon livello della maggior parte degli appuntamenti previsti, la capacità di attraversare generazioni e strati sociali, il coinvolgimento di realtà associative e singoli – continua il post – ha messo in luce una città che nei diritti e contro le discriminazioni è capace di trovare un collante importante. Un seme capace, ma questo lo potremo valutare solo più avanti, di mettere in moto trasformazioni culturali nella direzione dei diritti civili.

Anche l’Amministrazione Comunale ha riconosciuto il valore culturale dei molti appuntamenti programmati dal #BresciaPride: non è mancato il patrocinio della Loggia a tutti gli eventi che si sono succeduti in questi mesi e sono stati davvero molti. Della questione del 17 giugno ne abbiamo parlato approfonditamente in giunta qualche giorno fa, concludendo che la richiesta di patrocinio, così come depositata, non potesse essere accoglibile. Il motivo è semplice: alla richiesta di patrocinio è allegata una piattaforma politica che la Loggia dovrebbe fare propria. Obiettivi per me personalmente condivisi (quindi a titolo personale nessun problema ad aderire all’iniziativa), ma che l’amministrazione non può assumere automaticamente propri dell’intera città. Farlo significherebbe creare un precedente pericoloso e irreversibile.

Un esempio? Se la prossima volta il sindaco dovesse essere Rolfi (non lo diventerà, si metta il cuore in pace) e in Loggia arrivasse la richiesta di patrocinio per il FamilyDay con piattaforma politica allegata proposta Gandolfini-Adinolfi? Lo dico e lo confermo: se dovesse essere dato il patrocinio sarei la prima a manifestare con forza contro un governo cittadino che sceglie per me senza essere titolato a farlo. Devo andare nello specifico? Accanto a temi condivisi dall’intera città, come quello di essere contro le discriminazioni, contro l’omofobia, a favore delle diversità, ci sono temi nella piattaforma politica del #BresciaPride come le adozioni alle coppie omosessuali (che io peraltro condivido) che sono ancora ampiamente dibattuti e che hanno bisogno, per giungere a un’ampia condivisione, di un dibattito culturale che oggi non è stato ancora fatto. Senza manifesto politico, senza il vincolo alla piattaforma è evidente che le cose sarebbero andate diversamente.

Una posizione, quella del no motivato dalle considerazioni sopra elencate, che abbiamo condiviso tutti in giunta, compreso l’assessore Fenaroli che rappresenta la lista ‘Al Lavoro per Brescia’. Potete comprendere il mio stupore (eufemismo) nell’apprendere che il giorno successivo il gruppo consiliare ha deciso di lanciare una petizione con raccolta firme online per chiedere al suo Sindaco (quello che sostiene in Loggia) di patrocinare la manifestazione del 17 giugno, con il quale aveva precedentemente concordato la linea del no in giunta. Ha ragione la capogruppo di ‘Al Lavoro per Brescia’ Donatella Albini quando scrive ‘non si consumano le crisi di giunta su questo’, è vero, ma si prendono le misure degli alleati.

Andrò al #BresciaPride – conclude il post della Castelletti – portando le mie convinzioni e quelle di #BresciaperPassione, lo farò insieme ad altri dell’associazione per ribadire il nostro no alle discriminazioni, per chiedere una legge contro l’omofobia, per l’estensione dei diritti, per sostenere le richieste Lgbt”. A questo ha risposto la consigliera comunale Francesca Parmigiani di “Al lavoro per Brescia”, lista che sostiene il primo cittadino Emilio Del Bono. “Sono delusa dalla giunta – dice – e se è giusto, io sono controcorrente”. Anche lei stessa ha annunciato di partecipare al “Brescia Pride” indossando scarpe di colore arcobaleno.

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