BreBeMi, Legambiente attacca su A35-A4

"Non è una modifica del progetto, ma una nuova opera che impatterà ancora di più sull'ambiente". Intanto consegnate tre nuove auto alla polizia stradale.

(red.) Venerdì 20 gennaio, nella giornata dedicata alla presentazione dei dati sul 2016 del traffico lungo l’autostrada BreBeMi, la stessa società ha consegnato tre auto alla polizia stradale per pattugliare l’arteria. A dare le chiavi sono stati il presidente Francesco Bettoni e il direttore generale Duilio Allegrini. Erano presenti il dirigente della Polizia Stradale per la Lombardia Roberto Campisi e quella della sezione di Brescia Barbara Barra. La consegna rientra in un programma pianificato e reso operativo tramite la convenzione sottoscritta nel dicembre del 2014 tra il dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno e BreBeMi, per un piano che definisce l’attività di vigilanza e di servizio di polizia stradale sulle tratte in questione.

Le auto sono tre Skoda Octavia station wagon a gasolio, con una cilindrata di 1.968 cm3 e una potenza massima di 185 cavalli che saranno utilizzate dalle forze dell’ordine con base a Chiari. A queste tre autovetture se ne aggiungeranno altre due nei mesi successivi. Secondo i dati resi noti dalla stradale, in 17 mesi di attività sono state date 8.889 multe, con 243 sequestri, 246 fermi amministrativi, 46 arresti e 313 persone denunciate. Mentre, a proposito dell’annuncio della società autostradale per altri lavori, a margine della presentazione, è intervenuta la sezione della Legambiente Lombardia. Il riferimento è ai cantieri per collegare l’A35 all’A4.

“Il 24 dicembre scorso Legambiente della Lombardia ha depositato al Tar di Milano ricorso per l’annullamento della delibera del Cipe che ha approvato il progetto di collegamento – si legge in una nota – Per Legambiente il collegamento Brebemi-A4 non è una variante del progetto Brebemi, ma una nuova opera che introduce una modifica sostanziale nel tracciato dell’A35 così come era stato approvato nel 2009. Si tratta di 6 km di interconnessione che corrispondono al 10% del tracciato complessivo per un nuovo consumo di suolo di circa 60 ettari dove è prevista una piastra di cemento per far spazio al casello autostradale di 11 piste”.

“Ora chiederemo la sospensione dei lavori visto l’atto unilaterale. Secondo una rilevazione dell’Asl di Brescia, dipartimento di prevenzione, la zona interessata al collegamento autostradale sarebbe già gravata dalla presenza eccessiva di cave, discariche (legali e non), strade, ferrovie e industrie impattanti – dice Dario Balotta, responsabile lombardo dei Trasporti per Legambiente – L’area tra Castegnato e Ospitaletto corrisponde ai livelli di emissione più alti di pm 10 di tutta la provincia di Brescia. Queste pressioni ambientali pregiudicano la qualità dell’aria, il clima acustico, la qualità delle acque e l’uso del suolo.

Forse la regione o la Brebemi dovevano avvisare il Cipe, che ha approvato l’opera e ne ha coperto i costi, che questa situazione impone di evitare effetti negativi aggiuntivi sulla salute della popolazione residente. Patetica, invece, la manovra tariffaria sui pedaggi per attirare nuova utenza. Con la riduzione del 20% del pedaggio e l’aumento dell’8% di inizio anno, quasi la metà del ribasso è assorbito dall’aumento. In sostanza il vantaggio per l’utente è minimo e ininfluente sull’uso dell’opera che continua a costare il doppio delle altre autostrade italiane”.

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