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Rifiuti Brescia, “dati alterati“. Scoppia polemica

Denuncia di Massimo Cerrani che si è dimesso dal gruppo di monitoraggio cittadino. "Numeri previsti sulla differenziata drogati dalla presenza del verde".

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(red.) Si è scatenato un polverone a Brescia intorno al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti che nel corso dei mesi sta andando a regime in città e nei quartieri intorno al ring. Quindi, i cassonetti grigi (indifferenziata) e marroni (organico) apribili dalle calotte e il porta a porta per carta, plastica, vetro e lattine. A far “rumore” sono le dimissioni di Massimo Cerrani dal gruppo che si occupa del monitoraggio della raccolta dei rifiuti.

Dell’ente fanno parte anche l’assessore all’Ambiente di palazzo Loggia Gianluigi Fondra, alcuni componenti del consiglio comunale, dell’azienda Aprica e delle varie categorie economiche. Il motivo del passo indietro? I dati diffusi, soprattutto per la raccolta differenziata, sarebbero alterati. Bresciaoggi, che segnala le dimissioni di Cerrani e ha raccolto la sua segnalazione, parla di poca trasparenza e della scarsa volontà di dare dati precisi.

In particolare, viene contestata la segretezza su alcuni numeri e che non sarebbero disponibili nemmeno per gli altri componenti del gruppo. Per esempio, la produzione dei rifiuti che, secondo il report fornito da Cerrani, calerà solo del 10% entro il 2017, a regime, passando da 685 a 620 chili per abitante. Ma il dato che fa discutere è quello sulla differenziata.

Secondo il dimissionario, si sarebbe molto lontani dal raggiungere il 65% previsto dalla legge, rispetto al 55% attuale, almeno stando alle proiezioni. Infatti, secondo Cerrani il dato è “alterato” dall’aumento dello scarto verde. In sostanza, la raccolta di carta, plastica, vetro e lattine sarebbe a poco più del 51%. L’uscita, concreta e a parole, del membro del gruppo di monitoraggio sui rifiuti non mancherà di creare polemiche.

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