Via Tosoni, “servono più telecamere”

Dopo l'incendio della Punto di lunedì 29 notte, sesto caso in due mesi, i residenti sono spazientiti. E un avvocato scrive alle istituzioni.

Foto dal Giornale di Brescia

Foto dal Giornale di Brescia

(red.) Chi è il piromane di via Tosoni? Se lo chiedono in tanti a Brescia, a partire dai cittadini residenti nel quartiere e che sono sempre più preoccupati per la nuova escalation di episodi. Quello di lunedì notte 29 febbraio, intorno alle 2, ai danni di una Fiat Punto, è stato il sesto caso in poco meno di due mesi. Qualcuno nella zona ritiene che possano essere indotti anche da screzi tra vicini di casa, ma sei auto (nessuna di grossa cilindrata) date alle fiamme farebbero più pensare alla stessa mano. Infatti, l’incendio che lunedì notte è stato appiccato alla Punto si è sprigionato dopo aver imbevuto di alcol un foglio di giornale e dato fuoco. Una tecnica simile, se non identica. a quella usata negli altri episodi. C’è anche chi pensa che qualcuno, invece, voglia imitare il “celebre” piromane di via Chiusure, in grado di bruciare decine di auto nel corso del 2015, salvo poi essere arrestato.
I carabinieri stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari e da tempo hanno avviato le indagini per identificare il nuovo incendiario. I più preoccupati sono i residenti, ma anche chi lavora negli uffici della zona. Tanto che c’è chi decide di parcheggiare alcuni isolati lontano dal quartiere, oppure posteggia i propri mezzi negli stalli a pagamento, tenuti più sotto controllo. Ma i bresciani del posto criticano soprattutto la presunta mancata sicurezza. Tanto che un avvocato ha scritto alle massime istituzioni cittadine e forze dell’ordine, dal sindaco al prefetto, dal questore ai carabinieri e polizia locale per chiedere di installare più telecamere sul posto. Una soluzione che potrebbe far desistere il piromane ad agire di nuovo.

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