Aifa, “conflitto interessi per Pecorelli”

Il rettore della Statale di Brescia, che è presidente dell'agenzia italiana del farmaco, avrebbe partecipazioni in società vietate dalla vigilanza.

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Pecorelli(red.) Conflitto d’interessi. E’ l’accusa formulata dagli organi di controllo interni dell’Agenzia Italiana del Farmaco verso il presidente dell’ente Sergio Pecorelli, rettore dell’università degli Studi di Brescia. Lo riporta il Corriere della Sera citando quanto scrive Sanità24 de Il Sole 24 Ore. Secondo l’organismo di vigilanza, Pecorelli ha all’attivo partecipazioni in alcune società che sarebbero vietate dal regolamento dell’Aifa in materia di trasparenza. L’Aifa è l’agenzia pubblica italiana del farmaco nata nel 2003 e la posizione del rettore della Statale di Brescia sarebbe nel mirino. “La situazione di Pecorelli – scrive il Corriere citando Sanità24 – è all’attenzione del ministero vigilante, il solo che potrà prendere le decisioni del caso, naturalmente dopo aver valutato le carte trasmesse dal direttore generale dell’Aifa, il professor Luca Pani.
La riflessione ministeriale, che vedrà all’opera Beatrice Lorenzin e lo staff governativo deputato in questi casi, è in corso ed è solo agli inizi”. Facendo riferimento ancora a quanto scrive la testata specializzata de Il Sole 24 Ore che ha appreso alcune informazioni da Aifa, una società di cui Pecorelli fa parte metterebbe milioni di euro in sanità su un advisory board che ha 400 milioni in tutto. Si valutano anche sue partecipazioni in società che ricevono risorse dalle aziende farmaceutiche. Il rettore di Brescia ha fondato Healthy Foundation nel 2012 per promuovere lo sviluppo della ricerca scientifica, è a capo della Fondazione Giovanni Lorenzini, del Comitato Scientifico Internazionale della Fondazione Golgi e advisor dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

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