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Protesta migranti, i sikh si dissociano

In una lettera spiegano: "Nè utile, nè produttiva, una logica di conflitto che fa della prepotenza la propria misura e lo stile di confronto".

comunità sikh(red.) Non tutti gli immigrati hanno sposato la protesta guidata dall’associazione Diritti per Tutti per i permessi di soggiorno. In attesa della manifestazione in programma per sabato 28 marzo, la comunità sikh residente in provincia di Brescia, che raccoglie circa 7 mila immigrati indiani, ha inviato al sindaco della città, Emilio Del Bono, una lettera di compiacimento.
Gli immigrati hanno spiegato che pur vivendo, come tutti gli altri, “i problemi delle procedure di soggiorno, non ritengono, nè utile, nè produttiva, una logica di conflitto che fa della prepotenza la propria misura e lo stile di confronto. Da tempo la comunità indiana si confronta molto proficuamente con gli uffici pubblici e la questura, per poter assistere e guidare i nostri connazionali nelle procedure di regolarizzazione”.
“Spesso abbiamo isolato e segnalato alle autorità”, continuano i sikh, “chi cerca di sfruttare la situazione e di violare la legge, gettando così un’ombra su una comunità onesta, pacifica, rispettosa e laboriosa come la nostra. Siamo consapevoli che prima degli altri siamo noi a doverci comportare come i nostri fratelli italiani. Ragionando in questo modo ci sentiamo bresciani”.
“Per esprimere ufficialmente questi sentimenti alla città, che sentiamo nostra”, concludono i migranti asiatici, “vogliamo dirlo al sindaco che rappresenta la città ed è stato eletto dai cittadini. Noi viviamo nel rispetto della legge e di ogni essere vivente, e vogliamo confermarlo in questa lettera”.

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