Caso Stamina, “Civile venga commissariato”

Dopo l'ordinanza del tribunale dell'Aquila, che obbliga l'ospedale di Brescia alle infusioni, Vannoni incalza: "Sono morti in 18 nella lista d'attesa".

(red.) Contiunua la querelle sul caso Stamina che coinvolge direttamente l’ospedale Civile di Brescia. Dopo l’ordinanza del tribunale dell’Aquila, che obbliga il nosocomio cittadino a somministrare le infusioni su Noemi, bimba affetta da Sma1, è arrivato il commento di Davide Vannoni, inventore e promotore del metodo stamina e presidente della Stamina Foundation.
“L’ospedale di Brescia”, ha detto, “deve essere commissariato perché si è sempre infischiato di dare luogo a quanto stabilito dai giudici, in tal modo si infischia delle leggi e di conseguenza dello Stato che le promulga e che deve essere garante del diritto di pazienti che non hanno alternativa di poter coltivare una speranza. Sono morte 18 persone in lista d’attesa, un’altra sta morendo, si sta uccidendo il diritto alle cure di malati che non hanno alternativa”.
In riferimento all’ordinanza del Tribunale aquilano, Vannoni ha poi sottolineato: “La nostra biologa ha accettato l’incarico e ora, con pieni poteri, dovrà organizzare l’equipe di medici per effettuare le infusioni, in tal senso speriamo che oltre al professor Andolina accettino questo compito altri medici. L’equipe farà valutazioni prima e dopo le infusioni su cosa deve essere corretto, una cosa mai fatta prima d’ora. L’ordinanza è un atto di grande importanza che ristabilisce la verità rispetto alle gravi menzogne degli ultimi mesi su di noi”, ha aggiunto riferendosi al processo di Torino.

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