Civile: attente verifiche sui pazienti

La nota dell’ospedale cittadino e le specifiche di Ovidio Brignoli, dell’Ordine dei medici di Brescia, sull’ipotesi di trattamento di pazienti “raccomandati”.

(red.) In risposta alle recenti  notizie rese pubbliche a livello nazionale, l’ospedale Civile di Brescia ha rilasciato una nota stampa per chiarire la propria posizione.
«L’azienda – leggiamo nel comunicato – esclude , allo stato delle attuali conoscenze, che possa essersi verificato l’ingresso in ospedale di pazienti al di fuori delle vigenti procedure di accettazione e dimissione».
In ogni caso, i responsabili della struttura in cui opera il laboratorio di Stamina Foundation specificano che «visto la gravità dei dubbi sollevati, l’azienda sta effettuando attente e rigorose verifiche».
Intanto, l’Ordine dei medici di Brescia fa sapere che, circa tre mesi fa, aveva scritto una lettera alla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) in merito alla posizione dei medici degli Spedali Civili di Brescia, a cui però finora non è arrivata risposta.
Secondo Ovidio Brignoli, consigliere dell’Ordine bresciano, «Abbiamo scritto chiedendo quale fosse l’eticità di una sentenza in cui i giudici obbligano il medico ad effettuare una terapia in cui non ripone alcuna fiducia. Ma finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
«L’Ordine dei medici – precisa Brignoli – può  intervenire solo quando ci sono palesi violazioni del codice deontologico. Ma l’applicazione di una sperimentazione dubbia non riguarda l’Ordine, che apre una pratica, una volta che lo fa anche la magistratura».
Se dalle inchieste dovessero essere dimostrate o emergere accuse formali di altro tipo, quali ad esempio l’aver curato prima i pazienti ”raccomandati”, come ha riferito Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, «allora si tratterebbe di un comportamento censurabile da parte dell’Ordine – puntualizza Brignoli – .Se ci arriverà una segnalazione dal tribunale, noi apriremo una pratica».

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