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Moschea, Rolfi: “Sbagliato non ricorrere”

Secondo il consigliere della Lega, semplicistica la lettura del sindaco Del Bono della sentenza del Tar. "Così tutti crederanno di poter costruire il proprio luogo di culto".

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(red.) In merito alla sentenza del TAR di Brescia sul centro islamico di via Volta interviene nuovamente il consigliere regionale Fabio Rolfi, secondo cui le valutazioni del sindaco di Brescia sono non solo superficiali, ma anche dettate
da uno scarso interesse alla materia.
«Il dispositivo della sentenza riguarda sì l’edificio di via Volta, ma se si leggono
con attenzione le motivazioni del Tar si capisce che i giudici amministrativi hanno
delineato il percorso che il comune deve compiere al fine di riconoscere le esigenze
di tutte le realtà sociali che compongono il variegato mondo islamico».
Per Rolfi, ciò non significa che il comune è obbligato a una ricognizione delle situazione e quindi di tutte le sedi di gruppi e gruppuscoli che non possono essere riconosciuti come luogo
di culto, differentemente si rischierebbe il caos.
«Se consideriamo che a Brescia abbiamo diverse associazioni culturali di matrice islamica, disperse in negozi,capannoni artigianali, non è fantascienza immaginare che tutte queste espliciteranno il desiderio di un proprio luogo di culto e come tale vorranno ora essere riconosciuti. Anziché contenere e regolamentare la diffusione di questi centri ora si apre all’anarchia senza che chi è alla guida del comune di Brescia l’abbia capito o forse proprio attraverso la sua complicità».
Secondo Rolfi, la decisione di non ricorrere contro queste sentenze «è sbagliata perché radicalizza nelle comunità islamiche organizzate la convinzione che possano ottenere tutto e soprattutto che un luogo di culto si possa aprire dove loro stessi ritengano più opportuno. Questo non possiamo permetterlo».

 

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