Appello a Monari: «No Messa del bracconiere»

In una lettera al vescovo di Brescia le associazioni ambientaliste stigmatizzano il tradizionale rito alla Madonna di Capovalle, in località Monte Manos.

(red.) Quella messa dedicata alla «Madonna del buon bracconiere» non s’ha da celebrare. Questo, in sintesi, l’appello che gli animalisti bresciani hanno rivoto, in una lettera, al vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari.
Il rito, solitamente celebrato a fine agosto in località Monte Manos a Capovalle, che di solito si conclude con spiedo di volatili,  viene contestato dalle associazioni ambientaliste (Enpa, Lipu, Lac, Oipa, Legambiente, Anpana, Cabs) le quali, oltre a Monari, si sono rivolte anche al comandante provinciale dei Carabinieri, della Forestale, della polizia Provinciale.
Per gli animalisti il vescovo deve impedire ad ogni sacerdote della Diocesi di celebrare il rito, organizzato, scrivono nella missiva, da «un notissimo bracconiere più volte denunciato nel corso degli anni, sostenuto inspiegabilmente in queste sue iniziative anche da più di un politico».
«Le chiediamo- scivono gli animalisti a Monari- se la Chiesa bresciana ritiene tollerabile quello che alle associazioni scriventi sembra un insulto alla fede cristiana, al buon senso, all’ambiente e a una evoluzione dei costumi che vede un costante allontanamento da pratiche violente collocabili in un passato culturale oggi fortunatamente inconcepibile per la maggior parte delle persone».

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